Omicidio di Molinella. Il marito ha confessato

Bologna, 14 apr.  – Nella serata di ieri Andrea Balboni, tassista di 52 anni, ha ammesso di essere stato lui ad uccidere la moglie, Liliana Bartolini, colf 51enne trovata nella notte tra martedì e mercoledì con la gola tagliata nella casa della coppia, a Miravalle di Molinella, nel Bolognese. Balboni ha sostanzialmente detto che l’omicidio è maturato al culmine di una colluttazione con la donna, dopo che lei lo aveva aggredito accusandolo per una relazione extraconiugale. La confessione è arrivata nell’interrogatorio a cui Balboni ha deciso di sottoporsi, dopo la nomina di un legale di fiducia, l’avvocato Ada Maria Barbanera.

In precedenza, nel pomeriggio, il tassista era stato sentito nella caserma di viale Panzacchi come testimone dal Pm Antonella Scandellari e dai Carabinieri. Quando gli inquirenti si sono convinti che la prima versione data non tornava, l’audizione era stata sospesa e gli era stato dato un legale d’ufficio, con cui si era avvalso della facoltà di non rispondere. E’ sottoposto a fermo.

Dopo il primo interrogatorio formale in cui l’indagato non ha risposto, c’è stata dunque la nomina dell’avvocato di fiducia, il ritorno del Pm in caserma e la decisione dell’indagato di parlare e di ritrattare la prima ricostruzione fornita come persona informata sui fatti.

Balboni, in un primo momento, aveva detto di essere stato aggredito da uno sconosciuto mentre rientrava a casa dopo aver finito il proprio turno di lavoro. Aveva aggiunto di aver perso i sensi e di aver trovato la moglie morta in casa, quando si era risvegliato. Era stato lui stesso a chiamare i soccorsi. Nel nuovo interrogatorio, durato circa un’ora, ha anche detto che l’arma è un coltellino multiuso, poi gettato lontano dalla villetta: oggi sulla base delle sue indicazioni, saranno riprese le ricerche e si continueranno a cercare riscontri per verificare le affermazioni dell’indagato. Sul corpo della donna verrà disposta l’autopsia, con il prelievo sotto le unghie alla ricerca delle tracce dell’ aggressore: il marito aveva dei graffi sugli avambracci, che si sarebbe procurato nell’aggressione. Ieri gli inquirenti hanno sentito anche la donna con cui Balboni aveva una relazione, che ha avuto un piccolo malore. Il fatto che tra Balboni e Bartolini ci fossero problemi è stato confermato anche da alcuni vicini: il figlio della coppia, 14 anni, non era in casa al momento dell’omicidio, perché in gita scolastica in un’altra regione.

“Bisognava assolutamente accogliere, proteggere e tutelare un bambino che al ritorno gioioso dalla gita scolastica si veniva a trovare in un incubo. In questo è stato fondamentale l’intervento del Procuratore per i Minorenni facente funzioni Silvia Marzocchi, che ha dato le opportune indicazioni ai servizi sociali”. Il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa, motiva così il riserbo tenuto ieri dagli investigatori nel caso dell’omicidio di Molinella. La donna uccisa, Liliana Bartolini e il marito, indagato, hanno un figlio di 14 anni, ieri in gita scolastica. “Quindi – ha spiegato Giovannini – non appena avuta la certezza che ciò era accaduto (cioè l’intervento della Procura per i Minori, ndr), visto il grande clamore suscitato dalla drammatica vicenda, è stata fornita notizia dell’arresto del presunto omicida”.

Lei aveva il coltello in mano, lui avrebbe tentato di difendersi, poi, come riferito dall’avvocato Ada Maria Barbanera, “nel contesto di una difesa che è degenerata”, c’è stata la coltellata alla gola. Una coltellata arrivata quando i due erano in terra, dopo che lei voleva colpirlo. Questa, in sintesi, la ricostruzione data nell’interrogatorio di ieri sera da Andrea Balboni, fermato per l’omicidio della moglie Liliana Bartolini, sgozzata nella propria casa di Miravalle di Molinella nella notte tra martedì e mercoledì. La donna lo avrebbe aggredito quando lui è rientrato dal lavoro accusandolo per una relazione con un’altra. La versione del tassista di 52 anni è stata resa al Pm Antonella Scandellari. L’uomo ha anche indicato dove ha gettato l’arma, un coltellino multiuso trovato in mattinata dai carabinieri in una canalina di scolo, non lontano dalla villetta dove viveva la coppia, con un figlio di 14 anni, assente al momento dell’omicidio perché in gita scolastica. “Vediamo come procede l’indagine, attendiamo gli esiti dell’autopsia”, ha aggiunto il difensore.

L’omicidio di ieri a Molinella, nel Bolognese, è il “secondo femmicidio in regione del 2016“. Secondo i dati raccolti dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, nel 2015 erano stati 11, tre i tentati. In Italia, ricorda una nota del coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna “viene uccisa dal proprio partner o ex partner una donna ogni tre giorni. Un lungo elenco di morti violente che ogni anno si ripropone”. I giornali in questi giorni, prosegue la nota, “riportano i commenti dei vicini che parlano di una ‘coppia normale’, di un ‘uomo molto tranquillo, una brava persona’. Gli studi sulla violenza di genere, studiata e analizzata da anni grazie al lavoro delle operatrici dei centri e delle associazioni antiviolenza, hanno dimostrato che la violenza sulle donne è un fenomeno sociale molto esteso e radicato nella nostra cultura, che si manifesta in contesti apparentemente normali. Non esiste un identikit dell’uomo violento e le dinamiche della violenza restano le stesse indipendentemente dall’età, dalla classe sociale, dall’etnia e dalla cultura di appartenenza delle persone coinvolte”. I perché della violenza “sono da ricercarsi nei nodi della relazione tra uomini e donne che, invece che essere improntata sul rispetto dell’altra come persona, è basata su una concezione della donna come oggetto da possedere e controllare. Fino a quando la cultura patriarcale che nutre e legittima questi pregiudizi e queste discriminazioni non verrà smantellata, la violenza continuerà a ripetersi a spese delle donne”.(ANSA).

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