Ogr. Trasferimento entro il 2017, e “nessuno perderà il lavoro”

Amianto. Muore un altro lavoratore delle OgrBologna, 11 apr. – Con la chiusura dell’ex Officina grandi riparazioni (Ogr) di Bologna, oggi Officina manutenzione ciclica (Omc), “ci sono posti di lavoro a rischio? La risposta è no, senza forse néaltri dubitativi”. Parola di Franco Giorgioni, responsabile nazionale della linea Manutenzione ciclica di Trenitalia, che nei giorni scorsi ha partecipato ad un’udienza conoscitiva in Comune.

La dismissione dello storico stabilimento di via Casarini era stata annunciata nel 2010. Al pari di altre otto strutture simili in Italia, ricorda Giorgioni, l’Omc si occupa della manutenzione “pesante”, mentre al deposito del Lazzaretto si svolge quella “corrente”. Con alcune modifiche al progetto iniziale, Trenitalia intende trasferire proprio al Lazzaretto una parte delle attività e del personale di via Casarini. Ma questo “non è ancora certissimo e non abbiamo garanzie sul numero di persone”, afferma Alberto Ballotti, segretario della Filt bolognese, preoccupato che “si possa perdere un pezzo di storia”. Per questo, Ballotti chiede di “legare” il cambio di destinazione d’uso dell’ex Ogr (120.000 metri quadrati) “al fatto che non si perdano posti di lavoro, professionalità e un’attività cosìimportante”. Ad oggi si parla di 268 lavoratori Trenitalia, più un centinaio presenti nello stesso sito ma che fanno capo ad aziende appaltatrici. Dei quasi 270 dipendenti, Giorgioni spiega che 130-140 andranno al Lazzaretto per svolgere attività di manutenzione e altri 20 verranno destinati al nuovo servizio di telediagnostica. Gli altri, un centinaio, “troveranno collocazione- aggiunge il manager- in altre strutture presenti sul territorio”: una sessantina potrebbero passare a Rfi, gli altri in “strutture di staff” del gruppo. Insomma, nessuno rischia il posto e “tutti resteranno sul territorio di Bologna”.

Tornando al Lazzaretto, Trenitalia ha già stanziato tre milioni di euro per ammodernare il capannone attuale (7.000 metri quadrati) e una palazzina da destinare agli uffici: ma se emergeranno “necessità ulteriori siamo pronti a farvi fronte”, assicura Giorgioni, spiegando che i piani dell’azienda prevedono di concludere l’operazione entro la fine del 2017.

“Tre milioni di euro- replica Ballotti- servono per fare il solo trasloco, poco più o poco meno”. Mentre il delegato Silvano De Matteo si sofferma sui lavoratori degli appalti: “Ci sono comunque un centinaio di persone che corrono seriamente il rischio di restare senza lavoro”. Per conto della Regione Emilia-Romagna, l’assessore ai Trasporti, Raffaele Donini, sottolinea la “necessità di non disperdere le professionalità che sono all”interno dell’Ogr. Infine la presidente del Consiglio comunale, Simona Lembi, assicura che è “alta la sensibilità delle istituzioni bolognesi”, sia sul tema amianto che sul futuro dell’officina (Dire).

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