Occupazioni. Merola pubblica la lettera a Prefetto e Questore

Bologna, 9 set. – Dopo tanto parlarne alla fine Merola ha deciso di pubblicare la lettera inviate al Prefetto Ennio Mario Sodano e al questore Ignazio Coccia sull’emergenza casa. Lo ha fatto insieme ad altre due lettere indirizzate ai dirigenti Inps e alla proprietà dell’ex Telecom di via Fioravanti.

“Come potete vedere non c’è nessuna mia richiesta di rinviare o non fare gli sgomberi delle case occupate” sottolinea il sindaco in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, in cui dice di aver consegnato le lettere al consigliere Marco Lisei che ne aveva fatto richiesta.

Nelle lettere datate lo scorso luglio c’è, però, la conferma di una trattativa in corso su diversi fronti: con l’Inail, con l’Inps, con la proprietà della DIMA e con quella dell’ex Telecom. Tra queste ipotesi ventilate viene citata anche l’ex caserma della guardia di finanza di Ponticella.
“Tutte ipotesi superate“, scrive il comunicato del Comune.

L’unico fronte che pare per il momento ancora aperto è quello con l’Inail, proprietaria del residence Galaxy di via Fantin. Lì, se tutto dovesse andare davvero a buon fine, potrebbero trovare una soluzione temporanea 80 famiglie.
Le ipotesi proposte alle proprietà, si legge nelle lettere pubblicate, ricalcano il protocollo che l’assessore Amelia Frascaroli aveva già ipotizzato per lo stabile occupato in via Mario de Maria: la prospettiva di un rilascio dell’immobile nel momento in cui la proprietà ne avesse necessità di rientrarne in possesso, senza necessità di sgomberi, l’accompagnamento sociale per le famiglie con l’obbiettivo di un passaggio verso le case popolari, il pagamento alla proprietà da parte dell’amministrazione di una quota 100 euro a famiglia ospitata al mese, una contribuzione mensile a cura di ogni singolo nucleo familiare, garantita da un fondo di garanzia dello stesso Comune, sgravi fiscali.  Il protocollo potrebbe avere la durata di tre mesi.

Nella comunicazione relativa dall’ex Telecom si riferisce di un “censimento” in corso, da parte dei Servizi sociali, sulle 200 persone che vivono in occupazione all’interno dell’edificio. Lì, veniva data anche la disponibilità da parte del Comune ad effettuare un “esame approfondito delle disposizioni normative in materia di urbanistica e edilizia pubblica in ordine al futuro recupero dell’edificio” e quella di “accompagnare con ulteriori elementi di conoscenza e di informazione ogni nuova ipotesi di riutilizzo e/o investimento dell’immobile medesimo”.

Le trattative continuano, ma se gli sgomberi dovessero arrivare a breve l’amministrazione potrebbe non riuscire a dare una risposta immediata a tutti. In città, al momento, almeno 600 persone hanno scelto l’occupazione come soluzione alla propria condizione abitativa.

31-luglio-2015-prefetto Richiesta-INPS

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