Occupazioni. Anche Amelia Frascaroli tra gli indagati

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Aggiornamento 8 gennaio. La Procura smentisce l’indagine su Frascaroli per il reato di istigazione all’occupazione. Conferma invece l’indagine, per l’assessore e il sindaco Virginio Merola, l’abuso d’ufficio.

Bologna, 7 gen. – Anche l’assessore al Welfare del Comune di Bologna Amelia Frascaroli è iscritta come indagata nel fascicolo della Procura sulle occupazioni abusive. Ne dà notizia l’edizione bolognese di Repubblica. Secondo quanto si apprende, per l’assessore è ipotizzato l’abuso di ufficio con il sindaco Virginio Merola per il riallaccio dell’acqua a due stabili occupati, l’ex Telecom di via Fioravanti (nel frattempo sgomberato) e un condominio in via De Maria. L’agenzia Ansa spiega che al momento non ci sono conferme di ulteriori ipotesi di reato contestate, anche se Repubblica Bologna parla di un’indagine per reato di istigazione legato alle dichiarazioni dell’assessore del 15 ottobre scorso, all’indomani dello sgombero della palazzina di via Solferino 42 occupata da Làbas. All’epoca Frascaroli ripetè quando già detto più volte, e cioè che le occupazioni “stanno creando valore sociale”, aggiungendo poi: “Quante volte da gesti illegali sono nati poi percorsi che hanno trovato spazio giuridico e amministrativo e che hanno contribuito a modificare anche le leggi?”

L’avvocato Alessandro Gamberini, che solitamente assiste Frascaroli, ha detto di non aver ricevuto alcun atto.

Criticarono l’indagine sull’acqua alle occupazioni. Mazzanti e La Torre querelati dai pm

A Bologna sul tema delle occupazioni è aperto in procura un maxi-fascicolo, in mano al gruppo ordine pubblico, coordinato dal procuratore aggiunto Valter Giovannini. Nel fascicolo si valuta la situazione complessiva delle occupazioni abusive. Un tema spesso oggetto di scontro, politico e istituzionale.
E’ notizia di ieri che due politici, i capigruppo di Pd e Sel in Comune, Claudio Mazzanti e Cathy La Torre, sono stati querelati dai Pm Antonella Scandellari e Antonello Gustapane per aver criticato, a luglio, l’indagine sull’acqua agli occupanti che ha portato all’iscrizione del sindaco. Della vicenda si occupa la Procura di Ancona.

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