Nuovo dossier sui mandanti della strage alla stazione

Bologna, 2 lug. – Un nuovo “dettagliato dossier sui mandanti” della Strage del 2 agosto 1980 è stato depositato al vaglio della Procura di Bologna dall’associazione familiari delle vittime. Ne dà notizia il presidente, Paolo Bolognesi. Si tratta “di un lungo e approfondito lavoro di ricerca e analisi incrociata di migliaia di pagine di atti giudiziari di processi per fatti di strage e terrorismo dal 1974 ad oggi”. Tra l’altro si chiede anche la revoca dell’archiviazione per l’ex Nar Gilberto Cavallini.
Negli anni scorsi Bolognesi aveva già presentato un voluminoso esposto con cui chiedeva di ripartire dalle sentenze di altri processi di terrorismo italiano per arrivare ai mandanti. L’idea è che la rilettura di atti di processi di stragi come Piazza Fontana e Piazza della Loggia permetterebbe di risalire dal terrorismo nero al “cuore oscuro delle istituzioni” dietro la strage. Su questi punti il presidente fu anche sentito dai magistrati. Oggi ha consegnato “il risultato” di un lavoro “che identifica mandanti, complici e strutture clandestine che si servirono della violenza stragista per finalità di politica interna. Elementi certi, concreti”. I dati raccolti “non risultano essere stati correlati tra di loro e, comunque, sottoposti ad alcuna elaborazione finalizzata a percepirne la portata probatoria o indiziante in relazione alla strage”. Su questa base si prospettano ai Pm elementi “gravemente indizianti nei confronti di varie persone che hanno agito, anche in concorso fra loro, per il reato di strage, insurrezione armata contro i poteri dello Stato e guerra civile con l’aggravante, per i militari, del reato di alto tradimento“. Tra le novità, il ritrovamento, tra gli atti del processo bis per la strage dell’Italicus, “di una corrispondenza che prova l’ospitalità data nel 1984 in Paraguay dal leader ordinovista Elio Massagrande a Licio Gelli (già condannato per il depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna) e l’interesse ad un incontro con Gelli mostrato, in questa occasione, da Paolo Marchetti e Rita Stimamiglio, le stesse persone che ospitarono, nel gennaio-febbraio 1981 a Padova – Valerio Fioravanti, Francesca Mambro (esecutori della strage) e il terrorista neofascista Gilberto Cavallini”. C’è inoltre “la relazione del dottor Loreto D’Ambrosio sul ritrovamento, in un covo dei Nar, della parte residua di targa montato sulla Fiat 127 utilizzata il 6 gennaio 1980 dai killer di Piersanti Mattarella (fratello del presidente della Repubblica, ndr) e che non risulta essere stata esaminata dai giudici che assolsero per quel delitto Fioravanti e Cavallini né trasmessa ai magistrati di Bologna”. L’associazione chiede l’invio di tutta la documentazione depositata alla Direzione Nazionale Antimafia e alle Commissioni parlamentari d’inchiesta sull’uccisione di Aldo Moro e Antimafia. (ANSA).

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