Nuovi arresti per Cpl Concordia. C’è anche un ex parlamentare antimafia

cpl-tubi-gasBologna 3 lug.- Nuovi arresti nell’ambito dell‘inchiesta della procura di Napoli che ha decapitato, a fine marzo, i vertici della cooperativa Cpl Concordia. Si tratta di otto misure cautelari, e fra queste ultime una riguarda l’ex presidente Roberto Casari che aveva da poco ottenuto gli arresti domiciliari. Per Casari è stato disposto il carcere. L’inchiesta riguarda la metanizzazione dei comuni della provincia di Caserta (gli arresti di fine marzo avevano invece colpito per la metanizzazione dell’isola di Ischia).

Delle otto misure cautelari, quattro sono ordinanze di custodia in carcere, due ai domiciliari e due sono divieti di dimora. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli e dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia Catello Maresca e Cesare Sirignano. Tra le accuse contestate vi sono quelle di associazione per delinquere e concorso esterno in associazione mafiosa.

L’aspetto probabilmente più scioccante è che uno dei divieti dimora riguarda Lorenzo Diana, ex parlamentare ed ex componente della commissione antimafia. Originario di San Cipriano d’Aversa (Caserta), è molto noto per il suo impegno e la sua lotta contro la camorra e la criminalità organizzata. E’ stato più volte minacciato dal clan dei Casalesi che progettò anche di ucciderlo. Roberto Saviano lo cita in “Gomorra” indicandolo come un eroe della lotta alle mafie. E’ stato deputato dei Democratici di Sinistra dal 1994 ed è stato componente delle Commissioni Lavori Pubblici ed Antimafia. Diana ha commentato in questo modo la misura cautelare: “Non ho letto ancora il provvedimento e cosa mi si addebita. Mi sembra di essere tra un sogno e Scherzi a parte”.

lorenzo diana

Lorenzo Diana

Le misure cautelari nei confronti di Diana trarrebbero origine dalle dichiarazioni del boss dei Casalesi e collaboratore di giustizia Antonio Iovine, che sostiene che l’ex senatore abbia permesso alla sua impresa di ottenere appalti. “Iovine – aveva dichiarato alcuni giorni fa Diana – è stato uno dei capi che ha emesso una sentenza di morte nei miei confronti perché davo troppo fastidio alla Camorra e ora sostiene che io l’abbia lasciato fare?”

Secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli Diana sarebbe stato un facilitatore degli accordi tra Cpl Concordia e il clan dei Casalesi e avrebbe avuto “un ruolo di assoluto rilievo”, in particolare “quale facilitatore della realizzazione delle opere (di metanizzazione ndr) nel Bacino”. Il gip ha disposto il divieto di dimora per Diana a causa di un falso attestato per consentire al figlio di partecipare ad un corso per dirigenti sportivi. Per questo motivo è stato oggetto di un divieto di dimora anche l’avvocato casertano Manolo Iengo, sostituto procuratore federale della Figc.

Molto duro il procuratore aggiunto Borrelli. Diana, ha evidenziato, avrebbe esercitato “un intervento diretto sulla prefettura di Caserta per quei Comuni compresi nel Bacino ed all’epoca sottoposti a commissariamento per infiltrazioni mafiose, per ottenere le delibere di approvazione della concessione e dei progetti presentati dalla Cpl nei tempi previsti per accedere ai finanziamenti pubblici in favore della cooperativa modenese”. Ciò sarebbe stato attuato “nella consapevolezza dell’esistenza dell’accordo per l’affidamento diretto dei lavori ad imprese riconducibili al clan dei casalesi e, quindi, di particolare vantaggio per lo stesso sodalizio mafioso”. Le indagini hanno inoltre permesso di accertare, afferma Borrelli, anche “l’affidamento di lavori nel Comune di San Cipriano, attraverso l’intervento dell’imprenditore Antonio Piccolo e su indicazione dell’allora sindaco Angelo Raffaele Reccia e dello stesso Diana ad una società i cui titolari, già politicamente impegnati a livello locale, risultavano legati da vincoli di parentela con Reccia”. In questo modo i due politici si sarebbero garantiti “il loro appoggio nelle competizioni elettorali”. L’imprenditore, invece, avrebbe ricevuto il vantaggio economico “derivante dalla realizzazione dei lavori per il corrispettivo di circa un milione di euro”. Dalle indagini è emerso anche che nell’ambito dei “rapporti di reciproco vantaggio” la Cpl aveva assunto nel periodo 2006-2007 il figlio di Diana “con compiti non meglio precisati”.

Inoltre, nel mirino degli inquirenti sono finite delle consulenze professionali, per circa diecimila euro, affidate dal Centro agroalimentare di Napoli, di cui Diana era diventato presidente, all’avvocato Iengo. Tutto questo, sottolinea il procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli, in cambio “di un favore ricevuto da Diana”. Iengo, in particolare, nella sua qualità di sostituto procuratore federale della Figc, avrebbe fatto rilasciare da una squadra di serie D, la ‘Nerostellati Frattese’ di Frattamaggiore (Napoli), al figlio di Diana, la falsa attestazione in cui si affermava che questi aveva svolto attività di collaboratore tecnico organizzativo nell’ambito della società sportiva. Questo sarebbe servito al figlio di Diana per ottenere l’ammissione ad un corso per dirigenti sportivi organizzato dalla Figc e propedeutico all’iscrizione ad un master della Fifa. Diana, “per ricambiare il favore ricevuto – afferma il pm – nella sua qualità di presidente del Cda del centro agroalimentare, ha affidato incarichi professionali a Iengo per circa diecimila euro”.

Queste le dichiarazioni di Lorenzo Diana ai microfoni di Libera Radio.

*Cpl Concordia “prende atto delle misure cautelari annunciate oggi nei confronti di alcuni ex dirigenti della Cooperativa, tra cui l’ex presidente Casari, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Ddda di Napoli”, e precisa che “le misure cautelari disposte sono relative ad un procedimento penale noto già da tempo e riguardo al quale la Società provvide immediatamente ad adottare provvedimenti estremamente severi, sospendendo i dipendenti coinvolti, alcuni dei quali vengono oggi sottoposti a misure restrittive della libertà personale”. Cpl Concordia, con una nota, spiega che “nel corso degli ultimi mesi ha inoltre adottato numerose misure di discontinuità e dissociazione rispetto al passato: in primo luogo è stata completamente rinnovata la governance, che vede oggi ai vertici della società soggetti terzi e di comprovata trasparenza e competenza. Inoltre, si è proceduto ad una radicale revisione e al rafforzamento dei presidi e dei controlli interni, modificando le procedure gestionali, che oggi consentono una completa tracciabilità dei flussi finanziari e dei processi decisionali. Tali misure dimostrano compiutamente i profondi e radicali cambiamenti effettuati e tuttora in atto, volti a tutelare il futuro di una impresa che con la sua attività garantisce lavoro a migliaia di persone in tutto il paese”. Come ulteriore forma di tutela della Società, “il Consiglio di amministrazione ha già informato i soci della Cooperativa che alla prossima assemblea sociale verrà posto all’ordine del giorno la delibera di una azione di responsabilità verso ex amministratori che con le loro condotte abbiano cagionato un danno a Cpl Concordia”. Infine, “con riferimento ai fatti che stanno emergendo in queste ore, la Società, nel confermare la propria piena fiducia e l’assoluto rispetto nell’operato della Magistratura, si riserva, nel caso in cui tali gravi accuse vengano comprovate, di costituirsi parte civile contro chi abbia, a vario titolo, apportato danni alla sua reputazione”.

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