Nuove sezioni per la scuola d’infanzia. Roma dice no

gioco-scuola-infanzia-auto19 giu. – Niente da fare per chi in Parlamento chiedeva subito 10 nuove sezioni di scuola d’infanzia a Bologna. Rispondendo a un’interrogazione della senatrice Puglisi (Pd) e della senatrice 5 Stelle Montevecchi, il sottosegretario Toccafondi ha confermato le risorse già stanziate per quest’anno, con l’aggiunta di sole 3 sezioni. Non si tratta però di nuove classi, ma della conferma delle sezioni aggiuntive già assegnate quest’anno, che diventano permanenti.

A maggio i senatori Pd eletti in regione avevano invece chiesto con urgenza10 nuove sezioni sezioni di scuola dell’infanzia statale e un piano pluriennale di statalizzazione di altre 39 sezioni”.

Critica la senatrice Francesca Puglisi, capogruppo Pd in commissione istruzione. “Così una città virtuosa come Bologna sarà penalizzata. Con le 10 sezioni richieste le liste d’attesa sarebbero state azzerate“.

Per la responsabile scuola del Pd Bologna, Graziella Giorgi, ci saranno ancora liste d’attesa per il prossimo anno nella scuola d’infanzia pubblica.

Sul tema ha preso posizione anche la Cgil di Bologna. “Considero perlomeno indecente la risposta fornita in Senato dal sottosegretario Toccafondi alle interrogazioni proposte da Pd e M5s”, ha dichiarato Danilo Gruppi.

Il governo si è anche espresso sul referendum bolognese sui soldi alle scuole paritarie, referendum vinto dal Comitato art.33. Il sottosegretario all’istruzione Toccafondi ha ricordato le parole del ministro Carrozza: “occorre salvaguardare l’assetto plurale del nostro sistema di istruzione, assicurato dal binomio scuole statali e scuole paritarie, attraverso misure volte a tutelare la qualità anche delle scuole pubbliche paritarie”.

Toccafondi ha citato alcuni dati, ricordando come allo Stato uno studente frequentante una scuola pubblica costi mediamente 6800 l’anno, contro i 500 l’anno di chi è iscritto alle private paritarie. “L’eventuale venir meno dei finanziamenti alle scuole paritarie avrebbe effetti negativi su tutto il sistema nazionale d’istruzione, con un impatto economico molto significativo per l’economia del Paese, atteso che lo Stato si troverebbe a rispondere al diritto di istruzione di oltre un milione di studenti non avendone le risorse. Pertanto, salvaguardare le scuole paritarie coincide con la tutela dell’intero sistema istruzione e la stessa tenuta dello Stato.

Sempre in Commissione istruzione il sottosegretario ha spiegato come un’eventuale esclusione del comparto scuola dal patto di stabilità sia materia di compentenza del ministero dell’Economia e delle Finanze, e come ogni iniziativa debba avere copertura finanziaria adeguata.

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