Notturno Americano: la celebrazione di Emanuel Carnevali

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14 apr. – “Ho voluto tenere per me la testa e la coda dello spettacolo, ma al centro c’è la sua scrittura”: a parlare è Emidio Clementi, che con lo spettacolo-reading Notturno Americano celebra compiutamente un punto di riferimento importante quale Emanuel Carnevali. Clementi è stato nei nostri studi insieme a Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò e Vessel: quest’ultimo, insieme al compagno di band Emanuele Reverberi è responsabile della parte musicale dello spettacolo, che è arrivato anche a Bologna, all’inizio del mese.

“L’idea di base è stata quella di immaginare un viaggio che partisse dall’Italia e arrivasse all’America”, ci ha raccontato Nuccini: nelle musiche del reading c’è una sorta di “ponte tra i suoni europei e l’immaginario americano” e richiama le musiche popolari del primo Novecento, così come il blues. “Ma Mimì aveva paura che fosse troppo blues e mi ha detto che dovevamo fantasmizzarlo”: un neologismo che delinea alla perfezione alcuni momenti particolarmente intensi della partitura.

I musicisti hanno già costruito insieme un reading tratto dall’ultima raccolta di Clementi, La ragione delle mani, ma questa volta è proprio l’autore de Il primo dio a prendersi tutto lo spazio: “La scrittura di Carnevali è molto musicale, si presta ad essere letta ad alta voce”, ha raccontato Clementi a Maps, sottolineando come alcune parole dello scrittore vissuto tra Firenze, Bologna, New York e Chicago siano state prese di peso e inserite nei testi dei Massimo Volume, una band che deve molto ai suoi racconti.

Nell’ora scarsa di spettacolo viene messo in scena, attraverso un accorto lavoro di “taglia-e-cuci” che si dipana tra  la prosa e la poesia, “il Carnevali più drammatico”, ma è solo un lato di uno scrittore che è tutt’altro che monocromatico. Notturno Americano è uno dei modi migliori per scoprirlo o riscoprirlo.

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