“Non vincerà la paura”. Centinaia in Comune (e spunta la bandiera arcobaleno)

Bologna 14 nov.- Il cortile di palazzo d’Accursio si è riempito velocemente. Centinaia di persone di tutte le età hanno aderito all’invito del sindaco Virginio Merola per un presidio dopo i fatti di Parigi. Esponenti del mondo politico bolognese (non si sono però visti quelli dell’opposizione), il Prefetto, il Rettore, il console onorario di Francia, il presidente della comunità islamica e tanti cittadini. “Questa sera siamo tutti parigini” ha detto il sindaco.

Molti i giovani presenti, tra loro anche un gruppo di ragazzi parigini a Bologna per uno scambio universitario e studenti di giurisprudenza. Hanno deciso di arrivare in Comune partendo da piazza Verdi dove era stato organizzato un altro flash mob estemporaneo nel quale era stata composto il simbolo della pace con delle candele. (vedi foto nella home del sito)

foto cortile

Un messaggio contro la paura proprio nella giornata dopo i fatti di Parigi e dopo il comitato per l’ordine pubblico che anche a Bologna ha recepito le direttive del ministro dell’interno Angelino Alfano. Pur “in assenza di un allarme specifico” come hanno ribadito sindaco e prefetto, dalla Prefettura è stato diramato un decalogo verso enti pubblici, partiti e sindacati.

Questi i punti.

a) informare con congruo anticipo di iniziative ed eventi di particolare rilievo al fine di consentire la migliore predisposizione dei servizi di sicurezza e, per gli eventi particolarmente a rischio, verificare preventivamente l’idoneità, sotto il profilo della sicurezza, delle sedi prescelte;

b) predisporre misure minime di controllo quali: identificazione dei visitatori agli ingressi; limitazioni agli accessi; introduzione, ove opportuno, di badge e tessere pe la pronta identificazione di quanti sono permanentemente autorizzati ad accedere;

c) adottare misure che impediscano o limitino l’introduzione nelle sedi di bagagli, colli e in genere pacchi o buste voluminose dei quali non si conosca con certezza il contenuto;

d) verificare e, se del caso, ripristinare il funzionamento di impianti di allarme, videosorveglianza, controlli accessi, videocitofoni e citofoni, ecc.;

e) verificare la possibilità di implementare, ove possibile e consigliabile, ulteriori misure di difesa passiva (servizi di guardiania e portierato, videosorveglianza, porte allarmate, porte a serratura di sicurezza, impianti videocitofonici ecc.);

f) analizzare gli aspetti di tipo logistico di sedi e strutture di pertinenza di particolate estensione sotto il profilo della dislocazione e della difensibilità degli accessi, del miglioramento delle possibilità di controllo, della disciplina della viabilità ecc.;

g) segnalare tempestivamente ogni anomalia e ogni sospetto, non omettere di denunciare anche fatti ritenuti di minor rilievo;

h) sensibilizzare il personale addetto ai servizi di vigilanza, portierato, accoglienza perché svolgano i rispettivi servizi con la massima attenzione e rigore; a tale scopo sarà opportuno revisionare le disposizioni di servizio che andranno, se del caso, adeguate e ribadite abbandonando prassi e consuetudini eventualmente in contrasto con le esigenze di sicurezza;

i) rivolgersi alle Forze di Polizia per eventuali consulenze e suggerimenti, sopralluoghi e verifiche finalizzati alla elevazione delle misure di sicurezza.

Anche se nel decalogo non ci sono misure coercitive in ogni caso si tratta di una stretta alle abitudini quotidiane delle persone.

Il sindaco nel suo discorso ha voluto ribadire il concetto di Bologna come città che è passata attraverso prove importanti per la convivenza civile come la Resistenza e la strage del 2 Agosto e ha esortato a non avere paura citando Gandhi: “l’assenza di paura è il primo requisito della spiritualità, i codardi non potranno mai essere morali”.

Ad ascoltarlo anche il presidente della comunità islamica Yassine Lafram che ha raccontato come sul suo cellulare siano arrivati sms di persone di fede musulmana che gli hanno raccontato episodi inqualificabili: alcune studentesse gli hanno riferito che è stato sputato loro addosso, altri hanno raccontato di sguardi sospettosi e commenti come “gli arabi vanno ammazzati tutti”. “Oggi i razzisti non si nascondono” spiega Lafram perchè si sentono legittimati dai politici come Matteo Salvini.

      Yassine

piazza maggiore bandiera francese

Domenica 15 novembre sono stati convocati in modo spontaneo altri due appuntamenti come si può leggere su Facebook. Alle 19 il presidio Nous Sommes in piazza S.Stefano e alle 17.30 in piazza S.Francesco un presidio di solidarietà degli studenti e delle studentesse

 

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