“Non una corrente. Un nuovo centrosinistra”. Merola e Pisapia ripartono da Bologna

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Bologna, 19 Dicembre – Comincia con una rassicurazione: “Non ci candidiamo a nulla, né vogliamo fondare una corrente”. Dal palco dell’hotel I Portici, Virginio Merola, per la riunione sul nuovo centrosinistra voluta insieme a Giuliano Pisapia, lancia sul filo dell’emozione la chiamata al centrosinistra unito: “Rimettiamoci in cammino – dice – e troviamo modo di dare una speranza a questo paese”.

L’applauso più forte lo conquista quando riannuncia i tre sì al referendum Cgil. Anche se, “prima di andare alla conta”, bisognerebbe rimettere mano al Jobs act, suggerisce il sindaco di Bologna. Tranne i vituperati voucher, non emendabili secondo il primo cittadino.

La sala dell’hotel è pienissima. Ci sono tante persone in piedi sia in fondo sia ai lati della sala e ai lati del palco, forse due-trecento ad assistere all’evento. “Un buon segnale – chiosa la moderatice Sandra Zampa - significa che questo popolo ha voglia di ripensare, cosa che abbiamo fatto troppo poco in questi anni”.

Oltre a Merola e Pisapia, ci sono Gianni Cuperlo, Massimo Zedda e Andrea De Maria. Tra gli interventi previsti anche quello di Sandro Gozi. Anche Zampa ha sgomberato il campo dall’Ulivo: “Non è più quella stagione, quel compito si è esaurito, ma ci vuole nuovo campo unito per le nuove sfide”

All’evento si è presentata anche una sostanziosa delegazione Cgil, salutata da Merola: c’è anche il segretario regionale Vincenzo Colla, ma come spiega Zampa non è riuscito ad entrare in sala per la ressa. Merola sottolinea: “E’ in gioco la vita quotidiana delle persone, non chi fa il capo la prossima volta.

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Ci identificano con l’establishment e gliene abbiamo dato ragione”. Merola in un passaggio cita Altan e dice: “Non possiamo contrapporre un populismo di sinistra a uno di destra. Dall”alto si aggregano solo le mosche, ci vuole un corpo a corpo con le persone reali”. Insomma, occorre “allargare la democrazia piuttosto che aggregarci al capo di turno“. Invece in questi anni si è “ceduto molto allo spettacolo e poco alla capacita” di costruire insieme”.

“Se c’è un convitato di pietra assente da questa sala è il mondo giovanile”, cioè “coloro che hanno votato ”no” e che votano il Movimento 5 stelle”. Così il sindaco di Cagliari Zedda. In effetti l’età media in sala non è proprio verdissima. Ma “esiste la rappresentanza del mondo giovanile, io – suggerisce Zedda – partirei consultando gli eletti dei consigli d’istituto e nelle Facoltà universitarie”.

Bisogna “spezzare l’isolamento in cui siamo caduti”, dice invece Sandro Gozi, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Matteo Renzi. “Difenderò fino in fondo l’esperienza riformista del Governo Renzi, ma c’è stato uno scontro interno permanente”, ricorda. E sottolinea: “mai vista una opposizione interna cosi” mobilitata per distruggere il suo leader”.

Infine il deputato Pd Gianni Cuperlo, dal palco di Bologna rilancia la richiesta del congresso Pd: “Il Pd da solo non basta ma senza di noi non c’è una sinistra di governo. Non bastano i gazebo, se hai 20 anni e sei di sinistra non ti basta iscriverti ad una corrente”, sottolinea. Secondo Cuperlo il referendum “è stato uno spartiacque. Io avevo riserve sulla riforme, ma credevo nell”accordo che abbiamo firmato. Ma avrei condotto in modo diverso quella campagna”. In ogni caso, ribadisce, “una grande comunita” politica si dirige, non si comanda”. Cuperlo ricorda del resto che “con un centrosinistra largo e unito abbiamo vinto” e cita il caso dei presenti sindaci ”arancione” Giuliano Pisapia e Massimo Zedda.

 

 (Dire)

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