“Non chiamatele staffette”. Cento anni fa nasceva la partigiana Irma Bandiera

irma bandiera rosa

Bologna, 8 apr. – Cento anni fa nasceva Irma Bandiera, partigiana bolognese uccisa dai nazifascisti il 14 agosto 1944, quando aveva 29 anni. Bologna ha voluto inaugurare con il suo ricordo il programma delle celebrazioni per il Settantesimo della Liberazione. “Ormai Irma Bandiera è divenuta un simbolo” dice Simona Lembi, presidente del consiglio comunale di Bologna che questa mattina, insieme al sindaco Virginio Merola, ha deposto una corona d’alloro e un mazzo di garofani bianchi e rossi davanti alla lapide che ricorda la partigiana. “Eroina nazionale- recita la lapide di marmo bianco murata a pochi metri dal luogo in cui fascisti e nazisti abbandonarono il cadavere della partigiana Mimma-. Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte. La libertà e la giovinezza offristi per la vita e il riscatto del popolo e dell’Italia. Solo l’immenso orgoglio attenua il fiero dolore dei compagni di lotta”.

Questa mattina, sul marciapiede sotto alla lapide, c’erano alcune decine di persone. I rappresentanti di Carabinieri, Esercito e Guardia di Finanza, il presidente dell’Anpi di Bologna Renato Romagnoli, alcuni ex partigiani, le studentesse e gli studenti delle scuole medie Guinizelli. Il tricolore, i fiori, il labaro dell’Anpi con le medaglie al valor militare. Poche parole del sindaco, la deposizione della corona e uno studente che si arrampica su di una scala e mette a posto il mazzo di garofani. Poi via verso le Guinizelli, le scuole in cui studiò Irma, per la proiezione del documentario di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese “La mia bandiera. La resistenza al femminile”.

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Lia Marchesini, a sinistra, stringe la mano di Renato Romagnoli, presidente dell’Anpi di Bologna

Sul marciapiede davanti alla lapide, tra le persone che in silenzio ascoltavano il sindaco, c’era anche Lia Marchesini. Un cappottino beige, le braccia conserte, le mani che stringono i guanti neri, la signora Marchesini è la figlia di Nastia Bandiera, la sorella di Irma. La signora ha 70 anni, gli stessi anni che sono passati da quando il piombo fascista ha ucciso sua zia Irma, la partigiana Mimma. “Il ricordo che ho io è personale– spiega la donna- e viene dai racconti di famiglia. Era una ragazza come le altre. E’ una delle tante vittime della guerra, niente di particolare. Sono venuta qui qualche volta, in passato, con la nonna, magari per un 25 Aprile”. “Io non c’ero- racconta Lia- non l’ho conosciuta”. Sua madre Nastia era infatti incinta di lei quando nell’agosto del 1944 girò insieme alla nonna le carceri di Bologna alla ricerca di Irma. I fascisti l’avevano arrestata a Funo e poi consegnata ai torturatori del Capitano Renato Tartarotti. Era il 7 agosto. Da quel giorno, e fino al 14, Nastia e la sua famiglia cercarono Irma dappertutto. La ricerca però “non portò a niente. E la trovarono qui” dice indicando la lapide.

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Non chiamatele staffette” è la preghiera di Maura Bergonzini del coordinamento donne dell’Anpi di Bologna che questa mattina è stata nostra ospite durante la trasmissione Sulla bocca di tutti. “Staffette è un nome semplice con cui abbiamo messo un timbro sulle donne partigiane- ha spiegato Bergonzini- che in realtà facevano di tutto: combattevano, stampavano e scrivevano giornali clandestini, stavano nei gruppi di difesa delle donne. Staffetta è un nome che sarebbe bene eliminare dal vocabolario della resistenza“.

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Il programma di “Parole per Irma”
Alle ore 9,30, in via Irma Bandiera 1, deposizione di una corona alla lapide in ricordo di Irma Bandiera. Partecipano il Sindaco, Virginio Merola, la presidente del Consiglio comunale, Simona Lembi,il presidente del Quartiere Saragozza, Roberto Fattori, studenti e studentesse della Scuola media “Guinizelli”.

Alle ore 11, nella Scuola Media “Guinizelli”, la proiezione per gli studenti del documentario “La mia bandiera. La resistenza al femminile” di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese; produzione Elenfant Film, 2011.

Alle ore 17,30, in sala Tassinari a Palazzo d’Accursio, si terrà l’iniziativa Irma Bandiera, una partigiana.Saluto e introduzione di Simona Lembi, presidente del Consiglio comunale e intervento di Mauria Bergonzini, del Coordinamento Donne dell’ANPI di Bologna. Seguirà, alle 18, la presentazione e proiezione del documentario “La mia bandiera. La resistenza al femminile”. Saranno presenti i registi e i produttori.

Il trailer del documentario “La mia bandiera. La resistenza al femminile”

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