Nomofobia, vamping e like addiction. Le nuove patologie digitali

15 marzo – Il cervello, centro di controllo del corpo e delle azioni, può essere succube della contemporaneità e delle sue abitudini. All’interno della Settimana del Cervello, promossa a livello internazionale dalla European Dana Alliance for the Brain, si parla anche di questo: “Un’occasione per fare il punto sulle nuove malattie neurologiche, spesso legate all’uso delle tecnologie e dei social, e fare ricerca sulle cause” afferma ai microfoni di Piper Eros Lancianese, giovane psicoterapeuta che ha promosso un’incontro sui neonati disturbi neurologici.

Di quali patologie stiamo parlando? “Di fenomeni che rientrano nel novero delle dipendenze digitali come la nomofobia, provocata dalla paura di non essere raggiungibile o non potere accedere ad internet con lo smartphone, il like addiction, consistente nel continuo bisogno di accumulare likes sui social, e il vamping, l’abitudine diventata patologia di trascorrere numerose ore notturne sui social”. Ma qual è il confine, in un’era in cui siamo tutti iperconnessi e la sfera social sta sempre di più affiancando ogni aspetto della nostra vita, tra una semplice abitudine e una vera e propria patologia? “Si parla di disturbo nel momento in cui un comportamento si inserisce nella quotidianità in maniera prepotente e totalizzante, fino ad assumere il carattere della compulsività“.

A contribuire a questi fenomeni troviamo le sfide social, soprannominate ‘challenge‘, che “racchiudono tutte quelle catene in cui si viene chiamati a partecipare da altri attraverso un tag. In questo modo diverse persone prendono parte a competizioni su chi riesce a bere più chupiti di fila e in cui il corpo e la magrezza hanno un ruolo centrale. La natura e l’uso dipendente dei social convolge principalmente i giovani e nasce da un bisogno di appartenere a un’idea di comunità” afferma Lancianese.

La Settimana del Cervello si svolge dal 13 al 19 marzo 2017. Tutte le informazioni si possono trovare su settimanadelcervello.it.

Ascolta l’intervista a Eros Lancianese

Antonio Ciulla

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