No del sindaco all’election day

7 gen. – Sarà il 26 maggio il giorno del referendum un contributi comunali materne private a bologna. Il sindaco Virginio Merola ne ha dato l’annuncio in Consiglio Comunale, spegnendo le speranze dei referendari che, da mesi, chiedono l’accorpamento con le elezioni politiche.

Nell’intervento il primo cittadino ha difeso il modello di integrazione pubblico-privato, ribadendo che la priorità del Comune è che le scuole di Bologna siano in grado di accogliere i loro bambini.  Tutto il resto, ha detto Merola, “sono ossessioni ideologiche”. Merola-referendum

Parole dure contro i promotori della consultazione, definiti da Merola “falsi“. Secondo il sindaco “la pretesa di fare il referendum quando lo si ritiene meglio è davvero una pretesa faziosa“. E non si può “dopo aver raccolto le firme secondo le procedure” chiedere di “cambiare le procedure in corso”. D’altra parte il sindaco si augura anche che “la partecipazione a questa consultazione” sia la più ampia e responsabile” e assicura che garantirà lo svolgimento del referendum “senza farmi condizionare da nessuna posizione di parte”.

L’auspicio del Comitato Articolo 33, promotore della consultazione, ora è che “quantomeno la consultazione, non accorpata, si svolgà in più giornate come avviene nelle altre consultazioni elettorali”.

Alla base dello scontro c’è una diversa interpretazione dello statuto comunale. Oggi Merola ha ribadito il parere del segretario generale, Luca Uguccioni, secondo cui lo statuto del consiglio comunale non prevede la possibilità di svolgere una consultazione referendaria in concomitanza con qualunque tipo di votazione e una modifica potrebbe arrivare solo da Consiglio Comunale, non dal sindaco. Di diverso parere nei giorni scorsi si erano espressi due giuristi vicini al Comitato Articolo 33 Andrea Morrone e Maria Virgilio.

Chi vuole cambiare le regole, a questo punto per le consultazioni future, sono i consiglieri di Sel,che stanno preparando una richiesta di modifica dello statuto. Per ora, con l’appoggio del solo Movimento Cinque Stelle. Mirco Pieralisi di Sel pieralisi-referendum

Appoggio al sindaco, oltre che apprezzamento per “l’onesta’ intellettuale e lo spessore politico e istituzionale su una questione cosi’ delicata”, è arrivata dal segretario provinciale del Pd Raffaele Donini, secondo cui “l’offerta scolastica pubblica non deve percorrere la strada della strumentalità e della contrapposizione ideologica”. Il partito democratico, ha detto Donini, avrà modo di “promuovere in città una approfondita ed estesa riflessione, affinché si comprendano le ragioni del valore del sistema educativo scolastico integrato di Bologna”, e quindi contro le ragioni dei referendari.

Viene respinto al mittente l’appello, lanciato dal Comitato Articolo 33, per chiedere al sindaco “di accorpare la consultazione referendaria alle elezioni politiche in modo da favorire la massima partecipazione”, firmato, tra gli altri, da Margherita Hack, Nadia Urbinati, Loriano Macchiavelli, Lella Costa.

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