“No all’Asp”. Assistenti sociali in sciopero a Bologna

Bologna, 18 giu. – Dicono un no forte e chiaro all’Asp le assistenti sociali comunali, mobilitate in quella che hanno definito la giornata del loro orgoglio. E come in un pride, hanno manifestato dalla sede del Comune in piazza Liber paradisus, passando attraverso il parco di Villa Angeletti, fino alla sede del quartiere Navile, oggetto di una devastazione da parte di un’utente a inizio settimana.

“Innovazione, visione e più persone!” e “Aps unica in bancarotta, il sociale non si tocca!”, scandivano in marcia. Oltre agli ombrelli colorati per ripararsi dal sole e le magliette tutte dello stesso violetto, hanno portato le bandiere di Cobas, Usb e Cub, le sigle sindacali che oggi hanno indetto una giornata di sciopero. Protestano contro il passaggio dei servizi sociali sotto l’Azienda dei servizi alla persona, che leggono come il primo passo della dismissione del servizio comunale e della sua esternalizzazione.

Incassano come una vittoria l’annuncio fatto due giorni fa dall’assessore Luca Rizzo Nervo sullo slittamento del passaggio al 2017, ma danno un giudizio tranchant sul piano di rientro presentato poco più di un mese fa dai vertici di Asp. “Il Comune delega i servizi ad Asp e poi deve pagarli”, dice Enrico Tabellini delegato sindacale Cub Cobas , che conclude: “Il pareggio di bilancio sarà fatto attraverso un passaggio del debito da Asp alle casse comunali”.

Dopo il corteo, le lavoratrici si sono riunite in assemblea dentro la sede del quartiere in via Marco Polo, dove lunedì una donna utente dei servizi ha spaccato una vetrata di ingresso, costringendo il personale a mettersi al sicuro negli uffici. Un episodio di rabbia che quasi non stupisce una delle assistenti che era presente. Fra le voci che abbiamo raccolto, anche quella di una operatrice al suo primo sciopero in 20 anni di lavoro per i servizi del Comune di Bologna.

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