Nidi e vaccini. Il Comune: “Nessuna sospensione, prima incontreremo le famiglie”

Bologna, 10 ott. – “Non sono ancora partiti i provvedimenti di sospensione“, ha precisato la vicesindaco Marilena Pillati, per quei 568 bambini iscritti ai nidi e alle scuole d’infanzia comunali le cui famiglie non hanno presentato la documentazione sull’adempimento dell’obbligo vaccinale. Nel comunicato diffuso ieri dal Comune erano stati forniti i numeri: su 8.075 bambini, è il 7% a mancare all’appello. Ma prima di procedere all’attivazione del provvedimento di sospensione, precisa Pillati “le famiglie verranno chiamate in Quartiere e incontrate una ad una. Non ci sarà la lista fuori dalla porta della scuola con i nomi dei bambini che non possono entrare”.

I motivi dei ritardi potrebbero essere diversi: si potrebbe “sospettare” che ci sia anche qualche antivaccinista ma “abbiamo la prova che molti genitori di bambini in regola abbiano ritenuto che non fosse necessario consegnare alcunché”. Sebbene il passaggio diretto delle informazioni dall’azienda sanitaria al Comune “avrebbe potuto evitare equivoci”, questo non è stato possibile per un problema di privacy e dunque “l’informazione deve essere inviata direttamente dalla famiglia”. Ci sono poi molte famiglie straniere, che potrebbero non aver compreso correttamente i termini della procedura di consegna.

Per questo motivo il consigliere comunale di Coalizione Civica Federico Martelloni ha parlato di “discriminazione indiretta dei bimbi stranieri” che sarebbero stati penalizzati dalla mancata efficacia delle comunicazioni. Un’estromissione “inquietante e preoccupante” secondo Martelloni, al quale Pillati risponde che al momento tutti i bimbi sono inseriti a scuola e sono seguiti, così come le loro famiglie. “La consegna della sospensione in realtà ha come obiettivo quello di interloquire con la famiglia e spiegare cosa prevede la norma. Siamo consapevoli che alcune questioni non possano interferire con la normale giornata educativa”.

La scadenza per consegnare la documentazione era fissata per l’11 di settembre e già dal giorno successivo sarebbero dovuti scattare i procedimenti di sospensione ma “in una platea così ampia non eravamo in grado di capire chi avesse consegnato regolarmente la documentazione e chi no”. In questo mese non sono mancate le sollecitazioni da parte degli uffici e ora “ci sarà la necessità di ricontattarle, anche telefonicamente, per dare loro appuntamento in Quartiere. Qui il personale spiegherà tutto quello che è necessario per evitare la sospensione della frequenza”, puntualizza la vicesindaco.

L’intervista completa alla vicesindaco Marilena Pillati

      Marilena Pillati

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