Nicoletta Braschi: “Ogni parola di Beckett mi fa gioire”

Giorni Felici - nella foto Nicoletta Braschi

13 feb. – Giorni Felici (Happy Days) viene considerato uno dei momenti più alti del teatro beckettiano e, grazie alla regia di Andrea Renzi, ritorna in scena dal 2013 per giungere, mercoledì 15 febbraio, al teatro di Crevalcore. Il dramma in due atti, composto nel 1961, racconta la storia di “una coppia complementare per opposizione“, come spiega l’attrice Nicoletta Braschi ai microfoni di Piper. “Winnie ha bisogno di raccontarsi e raccontare, quindi parla sempre, ma dall’altra parte c’è suo marito Willie che non l’ascolta e non le risponde”. Così, affrontando drammatiche tematiche esistenziali senza abbandonare, talvolta, un tono ironico, Samuel Beckett riprende il problema della lingua: “Non c’è più niente da dire, ma lo devo dire”, continua a spiegare Nicoletta Braschi. Un lavoro che all’apparenza può sembrare complesso per lo spettatore, ma grazie all’accurato lavoro della compagnia riesce a toccare le giuste corde, trasmettendo al pubblico il suo messaggio e ottenendo un rinomato successo. “Cerchiamo di restituire la bellezza dell’opera, scavando in profondità come fa Winnie con la sua borsa, dentro la quale scopre tesori sempre nuovi. Si affronta così anche la tematica del vuoto beckettiano, un incubo intriso di desiderio di vita. Winnie deve resistere e fronteggiare il silenzio“.

Gli attori e il regista seguono scrupolosamente lo scritto di Beckett (la traduzione italiana è di Carlo Fruttero) senza ipotesi interpretative, come fosse uno spartito: “Beckett sa cosa sono gli attori, dà molte indicazioni con una premura tale che sembra di averlo al proprio fianco. Ogni parola che usa mi fa gioire, dove anche quelle che appaiono insignificanti si caricano di un grande significato teatrale”, continua Nicoletta Braschi. Uno spettacolo da non perdere, per riscoprire “un altro giorno divino“.

Ascolta l’intervista completa.

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