Nevica, a Bologna i riders scioperano e bloccano il servizio

Un’immagine pubblicata sul gruppo facebook “Riders Union Bologna“. La foto è corredata dalla scritta “Una pizza non vale il rischio. Mai più consegne senza diritti!”

Bologna, 14 nov. – A Bologna lunedì ha nevicato per ore, e per la prima volta da decenni ai fiocchi si sono aggiunti i tuoni. Non è stata l’unica novità per la città. Per la prima volta in assoluto i riders cittadini, i ciclisti fattorini che lavorano per società come Just Eat, Deliveroo e Sgnam, hanno deciso di non pedalare per tutta la giornata. Lo hanno fatto nel turno di mezzogiorno convincendo i datori di lavoro a non garantire un servizio comunque ormai impossibile da garantire viste le condizioni meteo, e lo hanno fatto anche nel turno serale questa volta imponendosi, quando invece le varie società il servizio di consegna a domicilio volevano assicurarlo su tutta la città. Ma le cose sono andate diversamente, come ha spiegato uno degli scioperanti, 28 anni, ogni giorno sui pedali per guadagnarsi da vivere. “Era molto difficile e pericoloso muoversi sia in bicicletta che in motorino – spiega Tommaso (il cognome è stato omesso per volontà dell’intervistato, ndr) – Alcune strade erano bloccate, altre a rischio ghiaccio. Per questo ci siamo rifiutati, considerando anche che i nostri contratti non prevedono assicurazione sugli infortuni o sulla malattia. Il grosso dei riders si è rifiutato di pedalare, la conseguenza è stato il blocco del servizio”. “A causa delle condizioni meteo e per garantire la sicurezza di tutti i Rider questa sera il servizio a Bologna sarà sospeso. Ci scusiamo per il disagio”, si leggeva ad esempio lunedì sera sulla pagina Facebook di Deliveroo.

      A Bologna riders in sciopero, è la prima volta

 

 

E’ servita una nevicata a far parlare di loro, ma è da mesi che i riders a Bologna si stanno organizzando, hanno una pagina Facebook, Riders Union Bologna, un’assemblea settimanale e in prospettiva l’ambizione di contare sempre di più. Un nuovo sindacato cittadino degli ultraprecari delle consegne in bici? Per ora non si vogliono definire così, ma intanto il primo sciopero c’è già stato. “Per il momento siamo semplicemente un gruppo che discute i problemi comuni e cerca soluzioni in maniera condivisa. Il nostro obiettivo è quello di uscire dall’invisibilità dal punto di vista dei diritti”.

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