Ne uccide più l’amianto che gli infortuni sul lavoro

Registro esposti all'amianto. La regione non rispondeBologna, 30 apr. – “In considerazione della sua pressoché totale letalità, questa malattia tende sempre più ad assumere rilevanza sociale con impatto superiore a quello degli infortuni mortali“. Poche parole per raccontare l’impatto del mesotelioma maligno in Emilia Romagna. Lo dice il rapporto dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia “Il mesotelioma maligno in Emilia-Romagna: incidenza ed esposizione ad amianto aggiornata al 31 Dicembre 2014″ (qui in versione pdf).

I dati, che si basano sul ReM di Reggio Emilia, il registro regionale sui mesoteliomi, parlano chiaro. Prendendo in considerazione i 6 anni che vanno dal 2007 al 2012 gli incidenti mortali denunciati sono stati 603. Le persone uccise dal mesotelioma maligno, tumore che si sviluppa dopo l’esposizione all’amianto, sono invece state 804. Duecento in più. Dati confermati anche nel 2014: ad essere colpiti dal mesotelioma sono stati in 109, gli infortuni mortali invece sono stati “solo” 72. Ad ammalarsi soprattutto uomini sopra i 60 anni, persone esposte all’amianto prima del 1994, anno in cui l’asbesto è stato vietato in Italia. Il mesotelioma maligno attende in media 25 anni prima di manifestarsi. “Questa patologia – dice il rapporto – può insorgere anche per esposizioni ad amianto modeste e limitate nel tempo: sono stati descritti casi in lavoratori esposti a dosi presumibilmente basse ed in familiari di esposti che si occupavano, in ambiente domestico, della pulizia degli indumenti di lavoro contaminati. Sono stati documentati, inoltre, casi insorti per esposizione ambientale nei residenti in zone adiacenti a insediamenti industriali con presenza/utilizzo certo di amianto”.

Lo scorso 28 aprile Giovannino Albanese, ex tecnico delle Officine grandi riparazioni di Bologna, ha marciato assieme ai suoi colleghi per ricordare le vittime dell’amianto. “In officina l’amianto era ovunque. Quante persone sono morte? Quanti compagni e amici se ne sono andati a solo 60 anni? Sono fortunato perché ancora non mi è successo niente. Eppure anche io ho le placche pleuriche nei polmoni. Al primo colpo di tosse la paura è sempre quella: che la malattia si svegli”.

 

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