Nasce DIG, nuovo premio per il giornalismo d’inchiesta

dig associazione ilaria alpiBologna, 21 apr. – Dai germogli e non dalle ceneri del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi, nasce DIG, Documentari Inchieste Giornalismi, un’associazione i cui campi d’azione saranno l’impegno civile, l’informazione consapevole e coraggiosa, e le migliori inchieste per la tv e per il web.

DIG, dall’inglese to dig, scavare, spiega la vicepresidente dell’associazione, Sara Paci, esprime l’intenzione di “ricerca della verità e delle verità che vogliono emergere”. Il concorso internazionale, il cui bando resterà aperto fino al 20 giugno, serve non solo a valorizzare il lavoro dei freelance e a sostenere il lavoro dei professionisti, ma anche perché gli stimoli e le vocazioni estere siano motivo di miglioramento per la stampa e l’informazione italiana e perché contenuti e modalità narrative inedite arrivino nel nostro Paese.

Insomma, dal “desiderio della madre di Ilaria Alpi”, come spiega Renata Tosi, sindaco di Riccione, “è nata una nuova sfida”, che non si esaurisce con il concorso DIG Award, ma che si esprimerà anche attraverso workshop di formazione e eventi di intrattenimento e approfondimento durante “Le giornate del giornalismo di Riccione” che si terranno dal 4 al 6 settembre prossimo.

L’importanza di progetti come questo, che incentivano e aiutano il giornalismo di inchiesta, secondo Giuseppe Morganti, segretario di Stato della Repubblica di San Marino, emerge soprattutto in questi giorni vista la grande tragedia che stiamo vivendo nei nostri mari. È solo trovando le “ragioni e le motivazioni” che ci spieghino “come sia possibile che tutto quello che accade nei viaggi non possa essere organizzato da una grande comunità come quella europea, che secondo noi sta affrontando il problema in modo superficiale”, che può aiutarci a evitare tragedie e generare valore perché nella “storia l’emigrazione è sempre stato un valore per tutti, non si riesce a capire perché oggi debba diventare un disvalore”.

Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura, spiega che questa riconfigurazione del premio nasce dal rispetto e dalla condivisione della volontà di Luciana Alpi, madre di Ilaria Alpi, che nel novembre scorso aveva espresso il desiderio che il Premio Alpi giungesse al termine perché in esso non era “più ravvisabile alcuna utilità”.

di Clara Vecchiato

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