Monsignore di Lotta e di Governo

Io ci sto a fare la lotta sindacale. l’insipienza umana non arriva a capire che il 30% del fabbisogno della nostra provincia e della nostra citta’ e’ coperto da scuole materne cattoliche che costano un quarto di quelle pubbliche. Lo dico perche’ e’ la stessa carita’ che fate voi, Caritas in veritate“. Così ha detto Monsignor Vecchi rivolgendosi alla platea di volontari della Caritas.

Ormai Ernesto Vecchi non ha più freni, non c’è giorno che Dio manda in terra che lui non esondi a bagnare il seminato. Se da un lato benedice e Governa, dall’altro si oppone e Lotta, giocando tutti i ruoli in commedia.

Neanche un mese fa il Monsignore di Governo aveva benedetto la costruzione del nuovo stadio, aprendo di fatto un’autostrada ai Menarini: da allora si sono susseguite infatti aperture su aperture, dal Comune e dalla Provincia. Nel caso dello stadio l’intervento di Vecchi è stato relativamente semplice perché il vero valore è costituito dall’area (che verrà gentilmente “donata” dal pubblico) poi ci penserà il geometra e la Cogei a costruire. Se alla fine attorno allo stadio magicamente compariranno insediamenti abitativi e commerciali non stupitevi: non si vive di solo stadio…

Ora Vecchi però gioca per sé: ha sostenuto in campagna elettorale Delbono e il centrosinistra, immolando l’ex amico Guazzaloca, da lui stesso definito ad inizio campagna “campione di civismo”. L’asse si è consolidato anche in chiave mediatica: con E’tv, la rete controllata dalla Curia bolognese, che non ha mai dedicato tanto tempo e dirette al PD, sia prima che dopo le elezioni.

Ora però qualche cambiale comincia ad arrivare a scadenza: c’è da decidere sui fondi alle materne private. L’amico Guazzaloca i soldi li aveva trovati, Cofferati li aveva confermati, e adesso Vecchi si aspetta che Delbono alzi la posta. Solo che la questione è delicata: dare soldi a Vecchi quando c’è mezza scuola in rovina per i tagli della Gelmini non è cosa facile: il movimento genitori/insegnanti a Bologna è forte e organizzato, e anche tra le fila laiche della maggioranza c’è fibrillazione.

Così il Monsignore di lotta decide, come suo solito, di uscire allo scoperto.  A questo punto però ci si pone una domanda, che prelude a un’esortazione. Monsignore, non avrà mica scherzato? Non ci deluda, vogliamo vederla sfilare da San Petronio a Palazzo D’accursio coi fischietti e coi cartelli. Ci permettiamo però di darle un consiglio. Venga pure con un gruppo numeroso: volontari della Caritas, devoti vari, insegnanti di religione e seminaristi, ma attenzione, non si porti dietro i bambini sul crescentone, perché se la vede Garagnani la denuncia.

Paolo Soglia

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