Consultorio Mit. Il servizio assistenza alle trans andrà a gara

Bologna, 29 giu. – Da sei mesi medici e consulenti del Mit lavorano senza essere pagati e ora il servizio verrà messo a bando, con il rischio che il finanziamento regionale, per l’assistenza ai soggetti transessuali, passi a qualcun altro.
La presidente del Mit, Porpora Marcasciano, durante il corteo del Pride denuncia la difficile situazione per il consultorio di Bologna, che da poco più di un anno ha ricevuto la nuova sede dal Comune di Bologna.

La convenzione, tra l’associazione trans, la Regione e l’Ausl non è stata rinnovata come di consueto ad inizio anno e il servizio, che assiste 980 utenti, dovrà essere messo a bando. La Regione aveva assicurato a maggio l’arrivo del finanziamento, ma questo è arrivato all’Ausl di Bologna solo sotto l’indicazione della messa a bando. L’avviso di manifestazione di interesse è già stato pubblicato e oltre al Mit pare parteciperanno altri soggetti. Il rischio, dice Porpora, è che il servizio venga svolto ora da qualcuno che non l’ha mai fatto.

Il Mit ha aperto il primo consultorio a Bologna nel 1994 e, anche dovesse perdere il finanziamento, con ogni probabilità continuerebbe a ricevere le richieste di aiuto delle persone transessuali.

La messa a gara, secondo quanto ci spiega la stessa presidente del Mit, è un obbligo di legge. L’unica soluzione potrebbe essere l’accreditamento del servizio.

 

Damiana Aguiari e Giovanni Stinco

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