Minori stranieri. L’Hub anche a Ravenna e Budrio

Bologna, 26 ago – I minori stranieri non accompagnati necessitano di protezione e accoglienza, in strutture apposite, senza dividere lo spazio con i migranti adulti. Spesso però non è così e anche a Bologna, dove da un anno e mezzo esiste il progetto dell’hub minori, ci sono ancora 40 ragazzi minori all’interno del centro di via Mattei. “Una situazione anomala che va superate” sottolinea lo stesso assessore al welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo.

Anche per arrivare a questo obiettivo nasce il progetto dell’Hub regionale diffuso con 50 nuovi posti, tra i Comune di Budrio e Ravenna. A proporla non sono i singoli Comuni, ma l’Anci dell’Emilia-Romagna. L’associazione ha vinto un bando ad hoc del ministero dell’Interno da 2 milioni e 556 mila euro, per due anni e mezzo di attività, grazie a risorse specifiche Ue (non è previsto il cofinanziamento degli enti locali). Si tratta di uno dei primi progetti del genere in Italia.

Il progetto, che si concluderà il 27 marzo 2019, si è classificato terzo nella graduatoria nazionale (più o meno la metà delle domande complessive non è stata accolta) e prevede di accogliere 50 minori stranieri non accompagnati, a rotazione, per un periodo massimo di 60 giorni al termine dei quali i diretti interessati si trasferiranno in centri di seconda accoglienza. Verranno ospitati 20 ragazzi a Ravenna e 30 a Budrio (Bologna): se ne occuperanno due cooperative, Persone in Movimento e Camelot, entrambe con esperienza pluriennale nell’accoglienza di adulti e minori. Nel Comune di Budrio viene riservata un’area rurale della frazione di Vedrana, a palazzo Salina-Aria, struttura di proprietà dell’associazione Famiglie cerebrolesi. La tutela del progetto e dei suoi protagonisti è a cura del Comune di Bologna, mentre a Ravenna ne è garante l’Asp. Nella città dei mosaici i minori saranno suddivisi in due strutture da otto e 12 posti, in centro storico.

L’assessore ravennate Valentina Morigi, in conferenza stampa oggi all’Anci regionale non svela di più. Una volta entrati a regime ci sarà un incontro pubblico di presentazione, nell’ambito di un’attività di integrazione che nella nostra città- rivendica l’assessore- riscontra da tempo, e con trasparenza, buoni risultati”. Da parte sua, il sindaco di Budrio Giulio Pierini precisa che quella di ospitare i minori nel suo paese non è stata una richiesta del Comune, ma della stessa associazione proprietaria della struttura, la Famiglie cerebrolesi. “Ed è importante che il progetto di hub diffuso sia coordinato dall’Anci regionale”, evidenzia Pierini applaudendo tutti gli addetti ai lavori.

La responsabile del coordinamento sull’immigrazione di Anci Emilia-Romagna, Chiara Sapigni, spiega che ai ragazzi in arrivo a Budrio e a Ravenna, con l’obiettivo generale di sottrarli a degrado e infiltrazioni, verranno garantiti assistenza legale e sanitaria, vitto, alloggio e servizi di mediazione culturale, oltre a un pocket money; saranno organizzate per tutti lezioni di italiano, così come frequentazioni di associazioni e strutture dedicate. Il nuovo hub per i minori di Budrio si affianca a quello già attivo a Bologna, che ospita 50 minori in tre strutture, Casa Merlani e altre due di cui una specificatamente femminile, la cui gestione è da poco stata riassegnata al Comune di Bologna, in partenariato con le coop.

 

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