Minori non accompagnati. Gli arrivi raddoppiano, ma pochi gli affidi

Bologna, 28 set. – Nel 2015 ogni giorno un minore non accompagnato viene segnalato ad Asp Città di Bologna dalle forze di polizia o da altri servizi sociali. A volte sono due. Lo ha detto il direttore generale dell’Azienda pubblica di servizi alla persona Elisabetta Scoccati, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di via del Pratello 53, che riunisce i servizi ai minori e il centro per le famiglie, finora operativi in sedi distinte.

Nel 2014 sono stati 448 i nuclei familiari seguiti da Asp, 114 quelli presi in carico ex novo. Fra questi ultimi, ben 70 erano costituiti da minori soli. E la stima di Asp è che aumenteranno, se sarà confermata la tendenza dell’anno in corso. Contro ogni facile aspettativa, non si tratta degli effetti dei flussi migratori in corso da paesi coinvolti in conflitti aperti o latenti, perché i ragazzini soli arrivano a Bologna soprattuto dall’Albania e da alcuni paesi asiatici come Pakistan e Bangladesh (e non dalla Siria o da paesi coinvolti nei conflitti africani).

La maggior parte ha più di 10 anni. Due su tre restano in città o in provincia, gli altri vanno a vivere in altri comuni della regione. Asp prova a capire se possono essere riaccompagnati alla famiglia di origine, anche perché, se dovessero essere tutti presi in carico “la spesa sociale sulla città sarebbe spropositata”, spiega Scoccati, che chiarisce: “Proviamo prima a contattare la famiglia, cerchiamo di capire chi sono tramite le ambasciate. Poi li aiutiamo e li inseriamo nella nostra comunità”.

Gli affidi, però, sono molto pochi. Nel 2014 sono state 38 le pratiche avviate a questo scopo, ma solo 24 quelle concluse; 25 le coppie che si sono rivolte ad Asp per intraprendere il percorso di affidamento. 75, invece, sono state le coppie che si sono rivolte ad Asp per l’adozione e 15 le adozioni avviate. “Il nostro obiettivo è far crescere la sensibilizzazione verso l’affido, a cominciare dalla nostra azienda di 450 dipendenti, tutti potenziali affidatari”, conclude Scoccati. All’inaugurazione di via del Pratello 53 c’era anche Giovanna Cosenza, presidente del Corecom, docente universitaria e autrice del blog Dis.amb.iguando, che ha raccontato la sua esperienza di madre affidataria di una bambina di 11 anni. Cosenza aiuta i genitori della ragazzina e li assiste nella sua crescita: “Dopo i primi colloqui con psicologhe e assistenti ho incontrato la bambina e la sua famiglia. È stata magia, un colpo di fulmine reciproco”.

Dopo nove mesi di rinnovo dei vecchi uffici di proprietà della stessa Asp, “adesso è un luogo positivo che unisce le relazioni e diventa un ritrovo funzionale e amministrativo”, ha detto l’amministratore unico Gianluca Borghi inaugurando l’edificio. Per il garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Luigi Fadiga questa è la risposta alla “polverizzazione degli interventi e dei servizi”.
“Gli assistenti sociali stanno superando le difficoltà con determinazione”, ha detto il sindaco Virginio Merola, facendo riferimento al blocco delle assunzioni per le amministrazioni pubbliche. Per Fadiga, il contesto regionale rimane ancora un’eccellenza nel panorama italiano, ma “è vero anche che si può fare molto di più e che le istituzioni centrali e il governo dovrebbero ricordare che i minori hanno la priorità”.

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