Minerbio. Snam risponde: “Non aumenteremo la pressione oltre il 107%”

La società non ha in programma progetti di incremento della pressione di esercizio del giacimento oltre il 107%“. A scriverlo è Salvatore Ricco, responsabile comunicazione di Snam, l’azienda proprietaria della centrale di stoccaggio e pompaggio gas di Minerbio. Dopo aver visitato insieme al professor Nicola Armaroli, direttore di ricerca del Cnr e direttore della storica rivista Sapere, la centrale di stoccaggio e pompaggio nel febbraio scorso, avevamo chiesto più e più volte alla società di rispondere alle nostre domande nel corso di un’intervista. Non era stato possibile e avevamo quindi deciso di pubblicare le domande che avremmo voluto fare a Snam-Stogit. E’ così che si arriva alla mail del signor Ricco con, in allegato, le risposte alle nostre domande (che trovate sotto il player).

Snam afferma che, al momento, non ha in progetto di aumentare la pressione di stoccaggio a livelli superiori al 107% della pressione naturale del giacimento nonostante, dice sempre l’azienda, in linea teorica il giacimento potrebbe sopportare senza problemi una pressione fino al 120%. Rispetto al rischio di incidenti, Snam dice che sono assai poco probabili, “nell’ordine di uno ogni milione-cento milioni di anni”. Rispetto al confronto con quanto accaduto ad Aliso Canyon, Snam afferma di avere nei propri impianti un sistema a barriere doppie (quindi più sicuro) non presente negli impianti californiani. Rispetto al tema delle emissioni e della possibilità di impiegare compressori alimentati ad energia elettrica invece di quelli a metano, Snam risponde che è in corso una sperimentazione di una compressore elettrico ma che comunque l’impiego dell’elettricità presenta alcuni problemi: l’approvvigionamento e l’impatto indiretto dovuto al mix energetico utilizzato in Italia per produrre elettricità.

Delle risposte di Snam-Stogit ne abbiamo parlato con Armaroli e due politici: il senatore del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto che si era interessato alla questione e il consigliere regionale di Sinistra italiana Igor Taruffi che, insieme al collega Yuri Torri, ha presentato alla Regione un’interrogazione che ha ripreso le nostre domande. Ha riprova del fatto che il loro intervento ha “agevolato” le risposte alle nostre domande, Snam stessa ha inviato direttamente anche a loro le risposte.

 

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1)Nel 2015 Stogit ha avuto l’autorizzazione per pompare il gas alla pressione del 107% della pressione naturale iniziale del giacimento, ma sta installando macchinari in grado di pompare sino a una sovrappressione del 120%. Intendete incrementare ulteriormente la capacità di stoccaggio del sito di Minerbio sino al 120%?

“La società non ha in programma progetti di incremento della pressione di esercizio del giacimento oltre il 107%. Il progetto attuale prevede un aumento fino a un massimo della pressione statica pari al 107% della pressione originaria, benché – come evidenziato da studi specialistici condotti da primarie università – il giacimento abbia caratteristiche tali da garantirne, in linea teorica, la gestione in sicurezza anche fino al 120%”.

2) L’impianto di stoccaggio gas di Minerbio è classificato dalla normativa vigente come “a rischio di incedente rilevante”. In cosa consiste questo rischio di incidente rilevante? Quali sono gli scenari possibili?

“La terminologia ‘rischio di incidente rilevante’ è utilizzata dal D.Lgs. 105/2015 in applicazione della Direttiva europea ‘Seveso’, il cui obiettivo è la tutela e la prevenzione dei rischi in alcune tipologie di impianti industriali come quello di Minerbio, che detengono quantità di sostanze superiori a soglie definite dalla stessa normativa. A conferma dell’estrema sicurezza dell’impianto, come da analisi approvata dal Comitato Tecnico Regionale presieduto dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco, la probabilità di accadimento degli scenari incidentali derivanti dalla presenza di gas naturale è assai remota, nell’ordine di uno ogni milione di anni – uno ogni cento milioni di anni”

3) Nel 2015, in California, è accaduto un incidente catastrofico al sito di stoccaggio di gas di Aliso Canyon, con migliaia di persone evacuate per settimane. Avete considerato la possibilità che simili scenari possano materializzarsi presso i vostri impianti in Italia?

“L’incidente del 2015 al sito di stoccaggio di gas di Aliso Canyon in California ha determinato una fuga incontrollata di gas dal giacimento di stoccaggio attraverso un pozzo. Un’analisi approfondita dell’evento ha permesso di rilevare che le caratteristiche costruttive del pozzo e le modalità di gestione adottate dall’operatore statunitense sono sostanzialmente differenti rispetto a quanto applicato da Stogit. 

Anzitutto i pozzi dell’azienda californiana hanno una singola barriera di protezione, mentre quelli di Stogit sono protetti da una barriera doppia che garantisce l’integrità degli stessi nel caso di malfunzionamento della barriera primaria. Inoltre, nei siti di Stogit il transito del gas avviene solamente nella parte interna (denominata tubing) di modesto diametro, mentre nel pozzo in questione il transito avveniva anche nella parte più esterna (casing) determinando la sollecitazione sistematica e strutturale delle barriere più esterne del pozzo, causa che ha determinato il verificarsi dell’incidente”.

4) I metanodotti ad alta pressione passano sovente a pochi metri dagli edifici, come l’asilo nido in costruzione a Minerbio. Esiste un controllo periodico sullo stato di conservazione e sicurezza di queste delicate infrastrutture, specie all’interno dei centri abitati?

“La localizzazione delle condotte di trasporto che collegano i pozzi con l’impianto di stoccaggio è pienamente conforme alle norme e rientra nell’ambito dell’autorizzazione rilasciata dal competente ufficio del Ministero dello Sviluppo economico (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse – UNMIG) per lo stabilimento di stoccaggio. Per l’impianto e le relative condotte di collegamento (flow line), il competente Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bologna ha rilasciato il certificato di prevenzione incendi.

Le flow line rispettano le distanze di sicurezza che sono previste dalle normative di riferimento. Nel rispetto di tali norme Stogit effettua controlli 24 ore su 24 sui parametri di esercizio delle condotte. Tutte le flow line sono dotate di un sistema di protezione catodica che preserva le tubazioni da rischi di corrosione.

Le tubazioni più vicine al centro abitato vengono periodicamente monitorate dall’interno con una strumentazione denominata ‘pig intelligente’, che consente di ispezionare le tubazioni in acciaio registrandone le condizioni metallurgiche e individuando eventuali difetti con precisione millimetrica”.

5-6) Le turbine che comprimono il gas nel sottosuolo bruciano metano ed emettono in atmosfera oltre 150 tonnellate l’anno di ossidi di azoto (NOX), una quantità che equivale alle emissioni di 300 mila automobili che ogni giorno attraversino Minerbio, 365 giorni l’anno. Questo lavoro può essere svolto anche da turbine elettriche. Perché non avete preso in considerazione questa possibilità, in occasione dei lavori di ammodernamento e ampliamento dell’impianto? Stogit rilascia in atmosfera a Minerbio 1,2-1,5 milioni di m3 di gas l’anno, pari a circa 1000 tonnellate. Siete impegnati a ridurre questa consistente immissione di gas serra? È stato valutato l’eventuale impatto sanitario su scala locale?

“L’impianto di Minerbio è soggetto ad autorizzazione integrata ambientale, rilasciata dalla Città Metropolitana di Bologna il 3 agosto 2015. Questo provvedimento autorizzativo ha lo scopo di gestire tutti gli aspetti ambientali in modo integrato con riferimento alle migliori tecniche disponibili.

Le turbine a gas del tipo DLE (Dry Low Emission), così come la turbina che verrà installata in sostituzione di due esistenti, sono già in linea con quanto previsto nella Decisione di Esecuzione (UE) 2017/1442 della Commissione del 31 luglio 2017 recante “Conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT), a norma della direttiva 2010/75/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, per i grandi impianti di combustione”. L’esercizio dei turbocompressori alimentati a gas naturale consente di ridurre al minimo le emissioni di NOx (ossidi di azoto) e CO (monossido di carbonio) rispetto all’utilizzo di altri combustibili come carbone o gasolio. L’installazione di una nuova turbina a gas consentirà di ridurre ulteriormente le già basse emissioni di queste sostanze. 

Per quanto riguarda l’utilizzo di motocompressori elettrici, è stato approvato quest’anno il primo progetto di installazione di tali impianti presso una centrale di compressione di Snam. L’utilizzo di queste apparecchiature presuppone un’attenta analisi tecnica che comprende anche valutazioni relative alla sicurezza di approvvigionamento dell’energia elettrica, nonché all’impatto indiretto derivante dal mix energetico utilizzato in Italia per la produzione di energia elettrica, che ancora oggi include il carbone”.

7) A quanto ammontano complessivamente le compensazioni ambientali ed economiche che avete erogato al comune di Minerbio, nel corso di oltre 40 anni?

“Come premessa occorre ricordare che Stogit è stata acquisita nel 2009 da Snam, all’epoca controllata da Eni. Nel rispetto delle normative vigenti, l’azienda ha sempre cercato di valutare e attuare azioni di ordine ambientale e sociale a supporto e in stretta condivisione con il territorio. A titolo di esempio, nel novembre 2012 è stata sottoscritta con il Comune di Minerbio (Delibera del Consiglio comunale n. 51 del 06.11.2012) la convenzione per la realizzazione ed esercizio delle opere connesse al “Progetto di ampliamento della capacità di stoccaggio” della concessione di Minerbio, per un importo complessivo pari a 2,2 milioni di euro. In aggiunta, nel periodo 2009-2017, il contributo di Snam per iniziative legate al mancato uso alternativo del territorio per gli impianti di stoccaggio presenti in Emilia Romagna è stato pari a 4,47 milioni di euro”. 

8) La convenzione di Aarhus, ratificata in Italia con la legge 108 del 16 marzo 2001, garantisce l’accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia ambientale. Come avete coinvolto le comunità locali nell’iter delle decisioni di potenziamento avviate da Stogite da Snam sin dal 2013?

“Stogit e Snam hanno sempre adempiuto ai procedimenti amministrativi previsti dalla normativa vigente nel nostro Paese. In particolare, per l’impianto di Minerbio, in applicazione della normativa in ambito ambientale – D. Lgs. 152/06 (Testo Unico Ambiente – con previsioni in attuazione della Convenzione di Aarhus dal 2014) – Stogit ha avviato nel dicembre 2012 il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, con istanza al Ministero dell’Ambiente e a tutti gli enti territorialmente coinvolti, per il progetto di incremento della pressione massima di esercizio. 

Nell’ambito dello stesso iter si è proceduto, come previsto, alle pubblicazioni finalizzate alla conoscenza dell’avvio del procedimento (stampa nazionale e locale) e al deposito, con relativa pubblicità, della documentazione tecnica riguardante il progetto presso gli enti competenti o interessati, tra i quali il Ministero dell’Ambiente e il Comune di Minerbio. La società intrattiene da anni un continuo dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale di Minerbio ed il territorio, anche attraverso eventi informativi organizzati nel tempo presso l’impianto di stoccaggio che hanno visto la partecipazione sia di cittadini sia di studenti”.

 

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