Il mondo simbolico dei Mimes of Wine, dal vivo a Maps

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17 nov. – Immaginatevi di varcare la soglia di una casa dipinta di verde, senza un’ubicazione geografica precisa: ne sentirete subito la magia. Il nuovo disco dei Mimes of Wine, capitanati da Laura Loriga e intitolato proprio La maison verte, riflette un’immagine di questo tipo in ogni traccia, ricolma di simbolismo, è stato presentato dalla musicista ai microfoni di Maps: “Il titolo unisce due elementi: da una parte la casa come luogo intimo e personale; dall’altra il verde che, legato ai tarocchi, rappresenta l’eternità“. Preannunciato con un Ep omonimo lo scorso aprile (e anticipato con un live nei nostri studi), il disco racconta in musica “situazioni diverse in cui si deve affrontare la rottura di un’illusione, a volte in senso positivo, altre no”, come ci ha spiegato Laura.

Una maturità raggiunta soprattutto sul piano sonoro attraverso una maggiore coesione delle parti: “Abbiamo lavorato in modo differente, perché abbiamo unito le forze fin da subito”, ha rivelato la musicista spiegando come, rispetto ai lavori precedenti, il coinvolgimento degli altri componenti della band (Stefano Michelotti, Luca Guglielmino, Matteo Zucconi e Riccardo Frisari ) sia stato maggiore. Una compattezza che mostra più colori, in cui il pianoforte si muove come un filo conduttore tra una traccia e l’altra, accompagnato dalle chitarre e, talvolta, da strumenti fuori dal comune come la viola d’amore a chiavi, di origine tardo medioevale. Potete farvi un’idea di queste magiche sonorità nel live qua sotto (attendendo la data bolognese il 3 dicembre al Locomotiv Club) dove la band si esibisce nei tre brani “Below a Fire“, “Birds of a Feather” e “Jai Singh“, scritti durante il freddo inverno che ha investito nel 2015 New York, metropoli che, insieme a Los Angeles, fa da seconda casa per la Loriga.

 

Elena Usai

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