In mille in marcia contro sfratti e sgomberi

Corteo Social Log

Bologna, 6 giu. – “Con la pensione minima non riesco a pagare l’affitto, il cibo e le bollette”. E’ Costantino, di ottant’anni, a raccontare cosa significa essere sotto sfratto, alla fine della “marcia” organizzata dal collettivo Social Log. E’ nato a Rovigo, abita a Bologna da sessant’anni e si commuove quando si parla di lui, della solidarietà portata sotto casa sua in Bolognina all’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Lo abbraccia un giovane occupante di origine marocchina ed è solo una delle tante immagini della “Bologna meticcia”, come la chiamano negli slogan, che si sono viste nel corteo che dall’occupazione dell’ex Telecom è arrivato fino alla Prefettura di Bologna. Se all’inizio erano soprattutto gli stranieri in difficoltà ad accedere agli sportelli del collettivo, ci racconta Luca Simoni, ora sono sempre di più anche gli italiani. Quando abbiamo chiesto a Costantino come ha conosciuto Social Log è stata la moglie a rispondere, semplicemente: “Sono i nostri vicini di casa”.

Mille persone in corteo, moltissimi bambini che si sgolavano ad urlare “casa, reddito, dignità”. Alcuni di loro abitano in occupazione, altri sono sotto sfratto e si svegliano all’alba per uno o due giorni a settimana per andare in presidio di fronte alla casa di turno in cui si presenterà l’ufficiale giudiziario. Sanno che quando toccherà a loro non saranno da soli. Così come successo anche in via Mario de Maria e in via Fioravanti all’ex Telecom, quando si sono presentati gli agenti della Digos per notificare il sequestro deciso dal tribunale del Riesame.
Al corteo oltre alle bandiere “Stop sfratti”, c’erano anche quelle del sindacato Si Cobas e di Usb, insieme allo striscione della Coalizione Internazionale Migranti Rifugiati e Sans-papiers, che ha occupato ed è stata sgomberata dall’ex Dima di via Emilia Levante.
Davanti alla Prefettura è stato srotolato uno striscione lungo venti metri con una lista di bisogni: “Casa, pane, salute, istruzione, infanzia felice, reddito, dignità”.
“A Bologna ci sono 300mila metri quadrati di immobili vuoti”, dicono gli attivisti di Social Log al microfono, chiedendo una moratoria di sfratti e sgomberi, ma anche un accesso ad Isee zero alla graduatoria per le case popolari (ora è richiesto un reddito minimo) e il riconoscimento dell’autorecupero degli spazi abbandonati, la vera “rigenerazione urbana” come scritto sullo striscione di apertura.

Al termine della manifestazione gli occupanti di Social Log hanno invitato tutti all’ex Telecom per una cena accompagnata alla visione della partita di finale della Champions League. Questa sera all’ex Telecom arriverà anche il lupo (di cartone), simbolo della Par Tot Parata dei bambini, che sfilerà domani. Stasera dormirà in occupazione per “difendere i lupacchiotti sotto sgombero”, dicono gli attivisti parlando dei bambini che hanno partecipato ai laboratori della Par Tot, organizzati anche all’occupazione, e che domani sfileranno in parata.

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