Mille in volata con Gimondi per l’inaugurazione della tangenziale della bicicletta

Inaugurazione tangenziale_2

Bologna, 19 set. – “L’appetito vien mangiando e per questo in primavera realizzeremo anche il tratto di tangenziale della bicicletta compreso tra porta Santo Stefano e porta Castiglione. I soldi li metterà il Comune, circa 200 mila euro”. L’annuncio è di Andrea Colombo, assessore alla mobilità del comune di Bologna, proprio nel giorno in cui si inaugura l’opera, costata due anni di lavori e circa 2 milioni di euro, “il 75% del ministero dell’ambiente”, precisa l’assessore. Colombo arriva ai giardini Margherita in sella ad una bicicletta a pedalata assistita: “Ce le ha date la Ducati Energia- spiega Colombo- vogliamo progressivamente sostituire con queste le auto della flotta comunale”.

Circa mille persone, di tutte le età, molti anche i bambini, hanno risposto alla chiamata e in quello che è sembrato l’ultimo giorno di estate si sono presentate ai giardini per il taglio del nastro. Tra loro anche due nostri ascoltatori, Ramona e Roberto, nostri inviati per un giorno.

Alcuni ciclisti sono arrivati alla spicciolata, altri, la maggior parte, in gruppi organizzati partiti da un decina di punti in periferia e dai comuni limitrofi. Una marea di ruote, pedali, campanelli e sorrisi a stento contenibile negli spazi angusti delle piste ciclabili, a dimostrazione che se davvero si vorrà far crescere la percentuale di bolognesi che utilizza regolarmente la bicicletta (il sindaco Merola ha detto che l’obiettivo del prossimo mandato sarà di arrivare al 30% degli spostamenti a fronte di un attuale 10%, ndr) bisognerà ripensare seriamente le infrastrutture. “E’ una lotta continua per trovare spazi per le biciclette” dice il sindaco; “in alcuni casi abbiamo anche ridotto lo spazio per le auto” gli fa eco Colombo citando il caso di via Saffi, dove la pista ciclabile è stata realizzata al margine della strada, tra i parcheggi e il portico, riducendo le corsie per le auto.

L’inaugurazione della tangenziale è un’occasione importante, tanto da convincere l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini, a inforcare la bicicletta e a partire da viale Aldo Moro spingendo sui pedali. “Colombo mi aveva offerto una delle sue- spiega Donini-, ma ho preferito prendere la mia che è tarata su di me, per via dei miei problemi di schiena”. Anche Simona Lembi arriva in sella ad una bicicletta, così come l’assessore Luca Rizzo Nervo.

Ultimo ad arrivare è il sindaco Merola che però si fa accompagnare da un testimonial d’eccezione, la gloria ciclistica italiana Felice Gimondi che in abito grigio guida il gruppo che, dopo un primo taglio del nastro ai giardini Margherita, è sceso verso piazza XX Settembre percorrendo il lato est dell’anello ciclabile. “Usate meno i computer e più la bicicletta” dice l’ex campione rivolto ai bambini.

Degli 8,4 km totali dell’anello, quelli in sede protetta sono poco più di 6: gli altri sono su marciapiedi a fianco strada oppure all’interno di piazze, come il tratto interno ai giardini. Uno dei problemi più evidenti è forse la carente segnaletica che, soprattutto nel tratto est, dove i cambi di sede sono più frequenti, disorienta il ciclista. L’esempio più calzante è porta San Donato, dove la ciclabile corre tra i platani del viale e improvvisamente finisce in corrispondenza del semaforo posto all’incrocio tra via Zamboni-Irnerio, il viale e via Zanolini. “E qui, andiamo a destra o a sinistra?” chiedono arrivando gli assessore ai vigili urbani che regolamentano il traffico. “A sinistra” risponde l’agente, indicando via Zamboni. La lunga carovana di biciclette attraversa quindi la strada, passa davanti alla facoltà di matematica, attraversa via Zamboni, costeggia mineralogia e poi si blocca. Un bus snodato è fermo a cavallo dell’attraversamento ciclopedonale ed impedisce a ciclisti e pedoni di attraversare con il verde via Irnerio. A bloccare il traffico è proprio la carovana di biciclette che scende dal viale: il verde per le bici è contemporaneo al verde per i mezzi che escono dal centro e per qualche minuto il nodo di blocca evidenziando uno dei punti deboli dell’opera.

Nella gallery sotto il viaggio del gruppo partito da Casalecchio

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