Mille in piazza contro “contro la Bologna della repressione”. Appello nazionale a tutte le università

Bologna, 11 feb. – Contro l’intervento della polizia in università, contro il rettore che “ha chiamato la celere”, contro il questore che ne ha disposto l’intervento, contro il sindaco che li ha attaccati definendo le loro proteste “violente e velleitarie”. Gli universitari guidati dal Cua, il collettivo universitario autonomo, hanno sfilato per le vie del centro storico, bloccato il traffico sui viali e urlato a squarciagola che l’università “deve restare libera”, e che invece Bologna “è sprofondata nel vortice dell’austerità e della repressione”. Un corteo che arriva dopo lo sgombero di giovedì della biblioteca universitaria di via Zamboni, i successivi scontri e la manifestazione di venerdì finita con una carica e due arresti (in attesa del processo il 9 marzo sono stati disposti i domiciliari).

La marcia degli studenti – accompagnati da una delegazione di Si Cobas, di sindacalisti dell’Usb e da attivisti di alcuni centri sociali cittadini, è partita da Piazza Verdi e nel momento di massima partecipazione ha portato in strada mille persone. Il corteo è terminato, dimezzato nei numeri, di fronte a Palazzo d’Accursio dove al megafono si sono sentiti slogan contro il primo cittadino Virginio Merola.

Per giovedì prossimo il Cua annuncia una nuova mobilitazione, e chiede a tutte le università italiane di mobilitarsi in solidarietà con gli studenti bolognesi “colpiti dalla repressione”. “Giovedì 16 febbraio – si legge nella pagina facebook del Cua – apriamo spazi di mobilitazione in tutte le università d’Italia, in solidarietà con gli studenti e le studentesse che a Bologna sono stati aggrediti dentro la propria biblioteca! Ci vogliono morti di precarietà e disoccupazione come Michele? Ci troveranno vivi nelle lotte!”. Per martedì prossimo 14 febbraio alle 18 gli attivisti hanno indetto un’assemblea universitaria “per conquistare a spinta spazi di libertà, confronto, autogestione e autodeterminazione”.

 

A poche ore dall’inizio della manifestazione il procurato capo di Bologna Giuseppe Amato ha annunciato di stare valutando anche l’associazione a delinquere, e di avere chiesto al gip l’emissione di provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni esponenti dei collettivi protagonisti anche delle ultime proteste contro i tornelli nella biblioteca di Discipline umanistiche. “Abbiamo valorizzato alcuni episodi contigui, unificando i fascicoli, da ottobre in avanti”. In pratica oggetto d’indagine e della richiesta al Gip, appena firmata, sono quindi anche le manifestazioni del collettivo Cua contro il cosiddetto ‘Caro Mensa‘, finite con scontri tra attivisti e agenti quando la celere si è presentata di fronte alla mensa di Piazza Puntoni. “Senza voler mostrare inutilmente i muscoli – ha detto Amato – crediamo che una risposta debba essere data e i comportamenti violenti vadano contrastati”. Amato ha parlato di “violenza premedita“, di comportamento delle forze dell’ordine sempre “pienamente condivisibile e corretto”, e ha anche delineato lo scenario a cui stanno lavorando gli uffici della Procura, e cioè la contestazione dell’associazione a delinquere (che al momento non risulta formalmente contestata). “Ci sono i presupposti per approfondire questo tema”, ha spiegato, osservando che gli episodi degli ultimi mesi “non sono manifestazioni spontanee, ma hanno una modalità organizzata e dimostrano che dietro c’è un disegno, una strategia di fondo”.


Celere in biblioteca. La Cgil contro i vertici Unibo: “Scelta grave e inadeguata”

Studenti e personale del 36, parlano i pro-tornelli: “Ecco perché li vogliamo”

Unibo: “Chiamare la polizia era inevitabile”

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.