Miles Cooper Seaton e C+C=Maxigross live a Maps

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21 apr. – “In Italia ho ritrovato la mia voce”: da quest’affermazione di Miles Cooper Seaton è cominciata la chiacchierata con il musicista statunitense, parte degli akron/family, che è passato da Bologna con i C+C=Maxigross per suonare a Maps prima dell’appuntamento serale con ArtRockMuseum. “Arrivare in Italia, incontrare persone meravigliose, avere a che fare con un’atmosfera improntata sul vivere la vita e non sul consumarsi nel nome della produttività, mi ha davvero dato la possibilità di vedere il mondo dentro e fuori di me in maniera più complessa“: una nuova prospettiva che ha dato vita a un bellissimo disco, Phases in Exile, che mischia atmosfere rarefatte a momenti densi, uscito da poco per Trovarobato e Vaggimal Records, l’etichetta legata alla band veronese che quest’anno è tra i nomi in cartellone al prossimo Primavera Sound Festival di Barcellona.

Seaton continua a pensare che gli Stati Uniti siano uno dei Paesi più belli del mondo, ma “negli ultimi anni ha subito un declino dal punto di vista artistico, musicale, ma anche più ampio. Tutto è basato su un concetto di quantità e non di qualità; inoltre le persone ormai tendono a risolvere questioni esistenziali con soluzioni materiali, ma è impossibile. Qui in Italia c’è un maggiore intuito sulle questioni esistenziali, c’è un approccio più contemplativo che ha più senso”, ha continuato il musicista nell’intervista realizzata ai nostri microfoni. La potete ascoltare integralmente insieme a due brani live, suonati con i C+C (“Ho imparato moltissimo da questi ragazzi”, ha detto Miles) e tratti da “fasi di un esilio”, questo il titolo tradotto dell’album. L’esilio, nelle parole del musicista, è quello che ha subito dal punto di vista esistenziale ed economico rispetto alla comunità di cui voleva fare parte. “Il problema è quando porti la nozione di valore all’interno di una società capitalistica come quella statuintense: la cultura perde di senso, mentre io ho bisogno di partecipare, di comunicare, di connettermi con gli altri, cosa che nel mio Paese non mi era più possibile”. Parole dure e sentite, ma Miles Cooper Seaton non sente che anche in Italia ci siano i germi di queste tendenze? “Sì, certo: ma sai, la mia vita è stata sempre una lotta contro il tempo. Nonostante abbia intenzione di trasferirmi in pianta stabile nel vostro Paese, magari tra dieci o quindici anni le cose cambieranno anche qua e, quindi, mi sposterò di nuovo.”

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