Meteo. Variabile in settimana ma venerdì torna il caldo africano

Bologna, 27 lug. – Sereno variabile con possibili temporali soprattutto sui rilievi. E’ quello che prevede l’Arpa dell’Emilia Romagna per la prima parte della settimana. Fino a giovedì, secondo quanto riferito dal direttore del servizio Idro-meteo-clima Carlo Cacciamani, le correnti atlantiche che hanno rinfrescato l’aria dell’Italia già da venerdì scorso dovrebbero continuare ad insistere portando aria un po’ più fresca, qualche velatura e temporale pomeridiano soprattutto nelle zone appenniniche.

Da venerdì 31 luglio però le previsioni di Arpa indicano un ritorno dell‘Anticiclone delle Azzorre, quello responsabile del caldo africano delle scorse settimane. Le temperature potrebbero quindi tornare a salire, fatta salva la giornata di domenica in cui probabilmente si avrà un temporaneo peggioramento. Più colpito dalla nuova ondata di caldo africano dovrebbe però essere il sud Italia con le temperature che potrebbero arrivare a quota 38-39 gradi mentre al nord gli effetti dovrebbero essere più tenui e i rialzi contenuti tra i 34 e i 35 gradi. Alcuni siti meteo hanno ribattezzato “Ferox” la nuova ondata di calore: “Io di Ferox conosco solo quello che serviva per pulire la cucina” scherza Cacciamani, fiero oppositore del meteo spettacolo che distribuisce nomi a destra e a manca al solo fine di aumentare i click sui siti. “Si tratta sempre e solo dell’Anticiclone delle Azzorre” che di solito, in questi periodi, arriva a lambire l’Europa e l’Italia e che quest’anno ha insistito maggiormente

“E’ stata sicuramente un’estate molto calda e molto anomala- dice Cacciamani-. Tutto luglio è stato un mese dove praticamente abbiamo avuto sempre temperature superiori ai 34-35 gradi”. Inoltre, prosegue il meteorologo, “abbiamo avuto anomalie termiche, cioè la differenza delle temperature di un dato giorno rispetto a un periodo di riferimento che in genere si calcola sui trent’anni, anche superiori ai 5 o 6 gradi”. Insomma, “un periodo molto anomalo con diverse onde di calore” che, unito alle precipitazioni quasi assenti, ha portato all’attuale periodo di siccità con le portate dei fiumi della regione, la maggior parte a carattere torrentizio, ai minimi vitali. Il Po, ad esempio, ha in questi giorni una portata di poco superiore i 380 metri cubi al secondo a fronte di una portata massima superiore a 10 mila metri cubi al secondo.

      Cacciamani

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