Merola alla Questura: “Vietate il corteo di Atlantide”

Bolognna, 10 mag. – “Il Comune di Bologna denuncerà gli organizzatori della manifestazione tenutasi davanti al Cassero di porta Santo Stefano domenica scorsa”. Lo annuncia il sindaco Virginio Merola in persona, con un comunicato stampa: “Ho appena dato mandato al comandante della Polizia municipale, Carlo Di Palma, di procedere in tal senso. Coloro che hanno richiesto alla Questura l’autorizzazione per tale manifestazione verranno denunciati per tre reati: occupazione abusiva di suolo pubblico, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e interruzione di pubblico servizio”.

La richiesta arriva dopo le polemiche seguite al festival Bologna Brucia, organizzato ogni anno  dai collettivi punk ed lgbtq che occupavano il cassero e che ha richiamato centinaia di persone anche quest’anno, con l’evento organizzato in strada, in protesta contro lo sgombero. Centinaia di persone che hanno creato qualche problema al traffico cittadino.

Non solo: da parte di Merola arriva anche uno “stop” ad altre manifestazioni simili da parte dei collettivi targati Atlantide. “Visto il ripetersi, da parte degli stessi soggetti, di richieste di manifestazioni politiche che puntualmente sfociano in party illegali con disturbo ai cittadini e ai residenti- scrive Merola- credo sia opportuno non autorizzare altre manifestazioni di questa natura”. I collettivi di Atlantide hanno lanciato per il 21 maggio una manifestazione nazionale, un corteo con partenza da piazza Nettuno.

Se poi la Questura “dovesse ritenere di agire diversamente, chiedo allora che il Comune venga informato tempestivamente- dichiara il sindaco- per poter intervenire efficacemente con la Polizia municipale e, comunque, di definire chiare prescrizioni di comportamento che consentano il sereno svolgimento di tali manifestazioni senza recare danno ai cittadini”.

La dichiarazione del sindaco arriva poco dopo una richiesta simile sollevata dal centro destra.La presidente del quartiere Ilaria Giorgetti ha chiesto al Questore di vietare una nuova manifestazione in Porta Santo Stefano, davanti al cassero ex sede del collettivo Atlantide sgomberato a novembre. Giorgetti ha incontrato il questore Ignazio Coccia insieme alla candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni in un summit durato circa un’ora e un quarto. La presidente del quartiere si dice “soddisfatta” dalle risposte di Coccia su quanto accaduto domenica, perché, afferma, “secondo me la Questura ha agito come doveva: ha autorizzato una manifestazione, ma non poteva prevedere che ci sarebbero state 500 persone anziché 50″. Soprattutto, sottolinea, “era stato autorizzato solo il presidio, non certo la musica e gli alcolici”.

I collettivi di Atlantide, dal canto loro, ribattono che attorno alla ”festa-manifestazione” di domenica sono state montate “polemiche esagerate ad arte in funzione della campagna elettorale”, dato soprattutto che quella era una iniziativa “politica” debitamente comunicata alla Questura di Bologna.  Ad ogni modo, il prossimo 21 maggio non è detto che si assista al replay di quanto visto domenica: quel giorno infatti i collettivi di Atlantide hanno in programma una manifestazione-corteo in partenza alle 15 da piazza Nettuno. L’obiettivo, più che la loro ex ”casa” a porta Santo Stefano, “è attraversare la città per sollevare le questioni collegata alla vita delle persone gay, lesbiche… Tutte quelle che sono rimaste fuori dalla legge sulle Unioni civili”.

Beatrice, portavoce di Atlantide, spiega che il 21 il corteo del SomMovimento nazioAnale, che porterà a Bologna gruppi e collettivi lgbt, femministi e queer da tutta Italia, ci sarà comunque, con o senza il via libera della questura. “Fino a prova contraria in questo paese c‘è ancora il diritto a manifestare. Dopo il patto del Nazareno siamo di fronte ad un patto del Baraccano tra Merola e Giorgetti, una cosa gravissima che vede il Pd rincorrere la destra”.

 

 

Le reazioni delle forze politiche. “Negli ultimi 5 anni – si legge sul profilo facebook di Coalizione civica – abbiamo visto manifestare per il centro della città più volte chi inneggiava al fascismo, al razzismo e all’odio, concetti del tutto estranei alla città di Bologna, senza mai una richiesta di divieto da parte del sindaco uscente Virginio Merola.  Oggi invece lo stesso sindaco uscente chiede alla questura di vietare il corteo di Atlantide, che per i valori che sempre ha portato avanti, rispecchia invece la libertà della nostra città”.

 

 

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