Merola tra gaffe e fango

il ciclone che ha investito recentemente Virginio Merola è una medaglia a due facce.
La prima è stata abbondantemente analizzata e vivisezionata, nonchè oggetto di critiche sferzanti e di qualche più o meno convinta difesa.

Ci riferiamo alla ormai famosa questione della gaffe sul Bologna (spero che torni in serie A… ndr), con la quale il candidato sindaco del centrosinistra Virginio Merola è riuscito a conquistare perfino gli onori della Gazzetta dello Sport: un bell’articolone di quelli che quasi mai la rosea dedica al Bologna come squadra, visto che i colori rossoblù non sono molto importanti nè apprezzati da quelle parti. Che dire? Merola l’ha pestata in pieno, e quel che è peggio è che la pezza che ha messo era peggio del buco.
Difendersi dicendo “ho subito ammesso l’errore” fa ancor più ridere che non sapere dove milita la squadra della città. Ogni  bolognese di buon senso avrà pensato: “vorrei ben vedere che volesse pure aver ragione”.

L’altra faccia della medaglia è quella che è stata mostrata ieri da Antonio Amorosi con la pubblicazione dell’audio di un’intervista a Merola di due anni fa. In quella conversazione, se la leggete sbobinata su carta, non troverete nulla di particolarmente strano o disdicevole:  un’analisi sulla situazione politica cittadina, normale pane quotidiano per ogni politico locale.

Amorosi però ci fa notare che Merola ogni tanto “biascica”, si mangia le parole, dunque è “a dir poco alticcio”.
Cerchiamo di ragionare:  questo audio non è inedito, anzi, è andato in onda ben due anni fa su Punto Radio durante la campagna elettorale e non risulta che nessuno, allora, abbia gridato allo scandalo o anche semplicemente segnalato la circostanza. Dopo la pubblicazione sul blog di Amorosi invece, come per magia, la “notizia”  trainata dalla gaffe sul calcio diventa una bella e gustosa news da sparare su siti e giornali. Il Carlino, che è sempre il primo della classe, addirittura ci apre la cronaca locale.

I quotidiani riportano la “notizia” di Amorosi e la breve replica di Merola. Nulla di più, nessuna considerazione sulla vicenda, nessun commento.
E’ evidente invece che se sulla gaffe sul calcio si può discutere, interrogandosi sulla eventuale competenza o meno di un candidato  sindaco e su quanto questa eventuale “ignoranza sportiva” incida sulla sua campagna elettorale, nel secondo caso siamo al puro e semplice attacco sul piano personale.

Merola è “alticcio”, quindi se ne deduce che beve, occasionalmente o abitualmente. E quindi il lettore è invitato a considerare se sia il caso di consegnare il Comune nelle mani di un presunto ubriacone. Questo è più o meno il tono dei commenti sul sito di Amorosi. Qui non si tratta di attaccare un candidato sul piano politico ma di colpirlo sul piano personale, relativamente a comportamenti giudicati “disdicevoli” tutti però da dimostrare. Merola infatti in quel caso non ha detto nulla di disdicevole, nè ha commesso gaffe.

Si afferma che Merola non è nuovo a gaffe e scivoloni (vero). Ma su quali basi si ipotizza che è alterato? L’audio dell’intervista? E chi ci dice che non fosse semplicemente uscito dal dentista con l‘anestesia in bocca? Non ce lo dice nessuno, ovviamente, la chiave di lettura ce la da Amorosi quando ci dice che era “a dir poco alticcio”. E se anche avesse bevuto un bicchiere?Dov’è lo scandalo, visto che non ha detto nulla di speciale?
Stranamente, ma poi neanche tanto, nessuno degli autorevoli commentatori che abbondano in città ha stigmatizzato questo modo di fare che ha ben poco di giornalistico ma è molto simile al famoso “metodo Boffo” col quale si intende colpire un avversario politico.

Una vera presa di distanza, netta, arriva invece da un avversario politico di Merola, Enzo Raisi, che avendo provato per mesi la potenza della “macchina del fango” dei giornali berlusconiani ai nostri microfoni critica apertamente questi metodi: “Premetto che io non ho mai visto Merola che non fosse nelle sue facoltà, quindi lo trovo strano – afferma Raisi – Un conto sono le denunce circostanziate che una persona che è all’opposizione ha il dovere di fare ma uno ci deve mettere la faccia, non amo i dossier anonimi. Nè tantomeno amo attaccare i candidati su questioni che devono essere tutte dimostrate e irrilevanti sul piano politico”.

Insomma, se ci limitiamo alla satira, dovendo fare un confronto tra le due performance, si potrebbe concludere che Merola dice cose più coerenti sulla politica cittadina, pur accusato di essere alticcio, che non sul calcio quando parla da sobrio.

Ce la si può cavare con una battuta, ovviamente, ma non basta. C’è da augurarsi che alla ormai dilagante moda del dossieraggio anonimo, di cui la stessa Procura si lamentava l’altro giorno dovendo ormai smazzolarsi plichi su plichi, Bologna non degradi anche sul piano dei comportamenti umani, non solo nei riguardi di Merola ma di ogni candidato in campo: di macchine del fango ce ne sono già fin troppe in circolazione senza aggiungere anche l’argilla locale.

Paolo Soglia

Tag

2 commenti

  1. E bravo direttore!Bell’articolo!

    Comment by Riccardo (vecchissimo abbonato) on 29/03/2011 at 18:40

  2. Un’altra perla di lucidità. Grande Paolo

    Comment by adriano on 30/03/2011 at 12:28

Allowed HTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Get the Flash Plugin to listen to music.