Merola sulle materne private. “Porterò avanti questo sistema”

12 apr.- Per il sindaco Virginio Merola il risultato del referendum del 26 maggio non cambierà nulla del sistema integrato perché “non è un referendum abrogativo, pensarlo è un grave errore”. La procedura prevede che sull’esito del risultato referendario si esprima il consiglio comunale. Quello in vigore è “il modello giusto per Bologna, siamo di fronte ad un referendum consultivo in cui si parla genericamente di scuola pubblica ma qui stiamo parlando di scuola dell’infanzia che è un’altra cosa”. E sulla questione “marziani”, la formula utilizzata dall’assessore Matteo Lepore per definire gli intellettuali che hanno firmato l’appello pro referendum, Merola aggiunge: “Ancora una volta si usa Bologna per creare un caso nazionale sulla pelle dei bolognesi. Mi dispiace che si usi Bologna peruna battaglia nazionale perché siamo la città che fa di più sui servizi per l’infanzia”.

Il sindaco ha anche rivelato che il referendum costerà al Comune 350mila euro.

Di fronte alle parole del sindaco il comitato Articolo33 ha risposto: “E’ evidente che i governanti non sono vincolati al parere espresso dai cittadini ma certo annunciarne preventivamente l’inutilità equivale ad affermare che il parere popolare conta zero”.

Prosegue anche il botta e risposta tra il collettivo di scrittori Wu Ming e il Pd. Raffaele Persiano, responsabile organizzazione del partito, aveva detto che sicuramente i Wu Ming sono dei bravi scrittori ma non conoscono i regolamenti visto che accusavano il sindaco di essere arbitro e giocatore nella vicenda referendaria. Oggi il collettivo ha detto che il Pd si dovrebbe chiedere perché questo referendum interessa tanto fuori dalle mura di Bologna “invece di nascondersi dietro i bambini”. Veloce la replica di Persiano su Facebook, in un post dove sostanzialmente scrive che il partito non si nasconde, il collettivo di scrittori sì.

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