Merola salvato dalla sinistra, Borgonzoni conquista centro e 5 stelle

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Il comizio di Merola al Mercato Sonato il 9 giugno, dopo il voto del primo turno

Bologna, 20 giu. – Il sindaco Merola salvato dai voti della sinistra-sinistra. Sotto le Due Torri il primo cittadino conquista la riconferma, dice l’analisi dell’Istituto Cattaneo di Bologna, grazie ai voti di Coalizione civica, dei verdi e del Partito comunista dei lavoratori. Insomma, la sinistra-sinistra che al primo turno non ha scelto di appoggiare il primo cittadino in cerca del bis, ma che evidentemente al secondo turno ha risposto all’appello anti Lega nord.

“Il 3,5% dell’elettorato bolognese ha scelto il sindaco uscente dopo aver votato Martelloni il 5 giugno”, spiega il Cattaneo che evidenzia anche una piccola ma consistente perdita di voti del sindaco tra il primo e il secondo turno. Voti  (il 2,4%) finiti nell’astensione.

Stando all’analisi dei flussi elettorali Merola, negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale, non sarebbe riuscito a riportare al voto i delusi dal Partito democratico, avrebbe invece mobilitato l’elettorato alla sua sinistra. Voti indispensabili al sindaco per tenere alla larga la rimonta leghista. Se Merola avesse semplicemente confermato il risultato del primo turno (68 mila voti), sarebbe stato superato al foto finish da una Lega capace di conquistare 30 mila voti in più e toccare le 69 mila preferenze.

Per Marco Valbruzzi, ricercatore del Cattaneo che ha analizzato la situazione bolognese, da questa tornata elettorale si possono trarre tre insegnamenti: la città ormai è politicamente contendibile, alla fine la “calata della Lega” c’è stata davvero, se al ballottaggio fosse arrivato il Movimento 5 Stelle le cose sarebbero andate molto diversamente, e magari si sarebbe parlato di un nuovo caso Parma (o Roma) anche sotto le Due Torri.

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Fonte: Istituto Cattaneo (qui l’analisi completa in formato pdf). Nota: percentuali di elettori passati dal candidato votato al I° turno a un candidato diverso al II° turno; tra parentesi sotto ai candidati del II° turno la % di elettori fedeli. Sono indicati solo i flussi superiori allo 0,5%. VR = 2,7.

“In maniera speculare – spiega il rapporto dell’istituto Cattaneo – Borgonzoni ha raccolto una quota rilevante dei suoi consensi in quella parte di elettorato bolognese che al primo turno aveva votato Bernardini e, nel ballottaggio, ha deciso di dirottare i suoi voti a favore della candidata di centro-destra. Infine, il dato senz’altro più interessante è quello riguardante il comportamento degli elettori del M5s. La parte più consistente dell’elettorato pentastellato ha deciso di non recarsi ai seggi (il 4,4% dell’elettorato). Tuttavia, una porzione di poco inferiore dell’elettorato del M5s si è orientata verso la candidatura di Bergonzoni (pari al 4,1% dell’intero corpo elettorale), preferendola nettamente rispetto a quella di Merola”.

Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, a Bologna “gli elettori che avevano scelto Bugani al primo turno, nel ballottaggio hanno scelto in maggioranza per l’astensione (45,5%), ma una quota solo di poco inferiore (42,8%) ha scelto la candidata leghista Borgonzoni. Il flusso in uscita verso Merola è largamente minoritaria (11,7%)”.

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