Merola ri-cambia verso e sceglie Orlando, ma non si può ‘Dire’ così

de maria orlando merola

Bologna, 2 mar. – Virginio Merola ha deciso: insieme ad Andrea De Maria sosterrà al congresso del Partito Democratico il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Prima bersaniano, poi renziano, Merola oggi, forse in virtù del patto di ferro che sembra aver stretto con il cuperliano De Maria,è orlandiano. “In tre anni è cambiato tutto” ha detto il sindaco di Bologna che comunque, ad onor del vero, non ha mai lesinato critiche all’ex presidente del consiglio. Sebbene sia stato uno dei primi, almeno tra gli ex Ds bolognesi, a saltare sul carro di Renzi quando questi aveva il vento in poppa (e i sondaggi dalla sua), ora che il vento è cambiato Merola è passato all’opposizione interna e sosterrà il principale sfidante nella corsa alla guida del Pd.

“Merola cambia ancora verso, al congresso vota Orlando” ha titolato l’agenzia di stampa Dire scatenando l’ira del sindaco. Che ha risposto in modo scomposto. “Ho letto il titolo della Dire. Sarebbe ora che la Dire facesse l’agenzia. Essendo contribuita dal Comune facesse l’agenzia e riportasse le notizie. I titoli giornalistici se li faccia pagare da qualcun altro. L’interpretazione è sempre valida, ogni giornale ha diritto alla sua interpretazione. Però non come un’agenzia che ha una convenzione con il Comune di Bologna. Perché in questo paese è venuto il momento di dire la verità”. Un attacco alla libertà di stampa che rivela una concezione alquanto distorta del rapporto tra istituzione e media: quasi che siglando una convenzione per servizi giornalistici con il Comune la Dire si fosse impegnata a rinunciare alla propria indipendenza e autonomia. E alla propria libertà di criticare il politico che temporaneamente guida quell’istituzione. Per fortuna di tutti, e anche di Merola, la Costituzione non subordina a nessun tipo di contratto la libertà di stampa.

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