Merola: “Non andremo al ricordo di Francesco Lorusso”

Bologna, 9 mar. – L’amministrazione comunale di Bologna non invierà i propri rappresentanti in via Mascarella, sabato mattina, per partecipare al 40 esimo anniversario della morte di Francesco Lorusso, lo studente e militante di Lotta continua che fu colpito dagli spari dei Carabinieri durante gli scontri dell’11 marzo 1977. Lo fa sapere il sindaco, Virginio Merola, dopo che nei giorni scorsi sia il Cua che Hobo hanno annunciato l’intenzione di contestare (anzi di “respingere” o “cacciare”) l’eventuale presenza di esponenti istituzionali.

“Ci sono collettivi che continuano a pensare che la città è loro e che loro siano gli addetti a stabilire confini invalicabili di quel posto o di quell’altro”, afferma il sindaco: “Semplicemente noi non ci saremo, perché al giochino di militarizzare tutto perché siano repressi e quindi di strumentalizzare una nostra presenza per qualche scontro, non ci cadremo. Non ci saremo”. Aggiunge Merola: “Come amministrazione comunale, invece, noi abbiamo un programma di commemorazioni adeguato e approfondito del ’77 che sara’ un’occasione per tutti quelli che davvero vogliono discutere, perché per discutere bisogna esserne capaci, bisogna saper ascoltare le opinioni degli altri e avere degli argomenti”. Se invece “l’argomento è ‘con te non parlo, faccio iniziative che implicano l’intervento delle Forze dell’ordine’, se le facciano da soli nel loro piccolo ghetto”, manda a dire il primo cittadino. In via Mascarella, dunque, “non saremo presenti- ribadisce Merola- perché credo che non dobbiamo alimentare, come Comune, la possibilità di scontri voluti”.

Per ricordare Lorusso invece il Collettivo Universitario Autonomo ha organizzato una tre-giorni per il quarantennale della morte dello studente ucciso dai carabinieri l’11 marzo 1977 durante gli scontri in via Mascarella. Da giovedì 9 a sabato 11 marzo Piazza Verdi e Via Zamboni ospiteranno una serie di incontri, presentazioni e concerti con artisti e protagonisti del ’77, tra i quali Oreste Scalzone e Tano D’Amico.

Nell’intento degli organizzatori, l’iniziativa intreccia la riflessione su quella stagione politica, il racconto di chi l’ha vissuta e la memoria dell’assassinio di Lorusso con i fatti del 9 febbraio scorso, quando la polizia ha fatto irruzione nella biblioteca del 36 per sgomberare l’occupazione degli studenti in protesta contro l’installazione dei tornelli, e crea uno spazio di espressione per le voci che hanno animato la protesta in questo mese.

Ed è proprio in risposta alle scelte del rettorato e della questura rispetto alla gestione della questione tornelli che il Collettivo ha annunciato per sabato 11, oltre al corteo per Francesco Lorusso, anche il presidio in mattinata della lapide in sua memoria in Via Mascarella.

“Non abbiamo mai partecipato, insieme a tutti i percorsi dell’autonomia cittadina, alla commemorazione della mattina in via Mascarella per Francesco Lorusso – scrivono gli attivisti del collettivo in una nota su Facebook – L’iniziativa nata dalla battaglia legittima dei famigliari di Francesco per costringere le istituzioni di Bologna a riconoscere le proprie responsabilità dell’omicidio di stato ha perso senso quando i genitori del compagno sono defunti, rendendo l’appuntamento inutile e in alcuni casi strumentalizzato dalla retorica revisionista dei rappresentanti del comune e dell’università. Quanto avvenuto negli scorsi giorni con lo sgombero violento della biblioteca di discipline umanistiche in via Zamboni 36 ordinato dall’Alma Mater, eseguito dal questore Coccia e dal Settimo Reparto della celere, e sostenuto con l’entusiasmo di un bullo da quattro soldi del sindaco Merola e dalla giunta comunale – si legge di seguito nella nota – ci spinge a ritenere inammissibile e a considerare grave provocazione politica la presenza di rappresentanti istituzionali nei pressi della lapide a memoria dell’omicidio di stato di Francesco Lorusso per l’intera giornata”.

Il Cua ha anche annunciato di prepararsi a “tenere lontani dalla sua lapide quelli che restano oggi come allora i nostri nemici”. Se il Comune di Bologna ha annunciato che non parteciperò alle celebrazioni del mattino, dall’Università ancora non arrivano informazioni.

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