Merola: “Mi aspetto lealtà e collaborazione per marciare uniti”

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Bologna, 19 set. – “Abbiamo votato, io sono stato scelto come candidato sindaco, ora mi aspetto lealtà e collaborazione per marciare uniti“. Il sindaco Virginio Merola, intervistato dai caporedattori dei quotidiani bolognesi, affronta di petto le tensioni interne al Partito Democratico in vista delle amministrative della prossima primavera. Davanti alle trecento persone, in larga parte anziani, che hanno trovato posto sulle sedie dell’area dibattiti intitolata all’ex sindaco Renato Zangheri, Merola inizia la sua lunga marcia per tentare di riconquistare la poltrona di sindaco. E lo fa togliendosi i “sassolini dalle scarpe”. “Ho assistito con un certo nervosismo a due mesi di discussione” ricorda il sindaco che però, ora che è riuscito a spuntarla sui malpancisti democratici, pretende l’unità del suo partito perché, spiega, “nulla è dato per scontato” e “non sarà una campagna elettorale facile”.

In platea ci sono quasi tutti gli assessori della giunta bolognese, i segretari provinciale e regionale del partito, Critelli e Calvano, molti presidenti di quartiere, sindaci dei comuni limitrofi e tanti volti noti del partito. Andrea De Maria, deputato ed ex segretario del pd bolognese, uno dei critici più feroci di Merola, aspetta l’inizio dell’intervista e se ne va: “Ho un altro impegno” dice a qualche compagno di partito mentre si allontana. “Posso dimostrare di aver lavorato al meglio possibile” rivendica Merola che poi passa in rassegna i “successi”: i fondi del civis reinvestiti nel crealis, il centro città rtimesso a nuovo, i soldi del Passante Nord portati nel territorio, l’aumento del turismo, la creazione dell’Asp unica e l’assunzione di un centinaio di maestre. “Abbiamo seminato, e ora cominciamo a raccogliere” dice Merola che rivendica con orgoglio di essere l’unico sindaco a ricandidarsi dopo il primo mandato: “A Bologna non accadeva dal 2000”.

Merola parla di alleanze (“io credo nel centro sinistra ma dobbiamo provare ad allargarla al centro”), di scuola (“Abbiamo combattuto il precariato”), della Cineteca che farà rivivere il cinema Modernissimo di piazza Re Enzo. E’ risoluto il sindaco Merola, a volte mima il piglio del segretario presidente, a volte torna se stesso, come quando si commuove parlando del valore e dell’orgoglio di Bologna. Il piglio risoluto lo usa anche quando parla dell’emergenza casa. Un tema che sta creando non pochi problemi anche nella pancia del Pd. “Il populismo di Salvini ha fatto breccia tra i nostri-  confida un presidente di quartiere-. I nostri hanno paura di perdere quel poco che hanno raccolto”. E’ per questo motivo che il sindaco si prende del tempo e spiega per filo e per segno la questione. Assicura che nessun occupante passerà davanti a chi si trova in lista per un alloggio popolare. “Chi occupa abusivamente va sgomberato” ripete più volte. Al contempo, però, spiega sempre il sindaco, bisogna dare risposte a chi si trova in mezzo ad una strada, soprattutto ai minori che rischiano di finirci. E’ qui che Merola incalza i compagni di partito con la fascinazione della legalità ad ogni costo: “Nessuna accondiscendenza con chi occupa, ma qui ci sono in gioco i nostri valori” e quello dell’assistenza agli svantaggiati, spiega il sindaco, è uno dei valori fondanti il Partito democratico.

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