Merola e l’ultimo tabù

“Non metterò alla gogna i cittadini di Bologna, sono misure demagogiche che non mi piacciono”. Queste le parole del Sindaco Merola.

Venendo da altro paese si potrebbe pensare che il nostro primo cittadino sia indignato per qualcosa di molto grave che lede la privacy dei cittadini. Di cosa si tratta? Qualcuno ha forse proposto di schedare e successivamente pubblicare le foto dei clienti delle prostitute per metterli alla berlina? O forse c’è chi vuole pubblicare le cartelle sanitarie dei lavoratori in modo che le aziende possano selezionare meglio il personale?

Niente di tutto questo. La proposta che scandalizza il Sindaco è quella di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti tutti, bolognesi compresi.
Se ben ricordate su “Cuore” c’era una simpatica rubrichetta intitolata “l’ultimo tabù”.  Funzionava così, il redattore chiamava il politico, il rinomato artista, l’eccellente professionista, l’ottimo cuoco o il famoso scrittore e dopo alcuni convenevoli gli faceva la fatale domanda: “ma lei quanto guadagna in un anno?”
Ebbene, mai domanda fu vissuta con maggior fastidio e attentato al pudore. Potete chiedere tutto all’italiano medio: gusti enogastronomici, opinioni politiche, orientamento sessuale, eventuali perversioni, e a tutto avrete risposta. Ma i soldi no. E’ sterco del Demonio.

D’altronde se il politico viene “messo alla gogna” e accetta la pubblicazione obtorto collo, tutti gli altri in genere riescono a cavarsela e il loro reddito rimane nell’ombra.
Il denaro è scabroso. Non se ne deve parlare, come per le cose “sporche”.
D’altronde di denaro ne parlano solo i poveretti: più uno è di ceto elevato e meno tratta materialmente col denaro, né – tantomeno – lo tocca fisicamente.
Se l’artigiano vi strozza con il lavoretto in nero (o così o niente..) e il commerciante “dimentica” lo scontrino”, diverso è il comportamento del barone della medicina che vi accoglie nel suo studio ovattato: non nomina né mai tocca il denaro, il suo atteggiamento è molto più etereo. Dopo che vi ha visitato (minuti 10), e lo avete ringraziato, passate dalla segretaria che vi stacca un 2/300 euro e vi guarda malissimo se chiedete la ricevuta (ingrati!).

Ebbene il nostro Sindaco, si sa, ha un animo sensibile. Il solo fatto che tanti suoi concittadini si sentano “violati” nei loro segreti più intimi lo turba.
Forse dovrebbe turbarlo di più, da uomo di sinistra, l’enorme massa di evasione che c’è anche nella nostra città, cosa ampiamente dimostrata dall’improvvisa (e poi subito rimossa) comparsa dei tabulati irpef a opera del ministro Visco nel 2008.
Siamo una città piena di studi legali disgraziati, architetti denutriti, commercianti con le pezze al sedere. Molti medici e dentisti sono appena sopra la soglia di povertà, appena appena benestanti.
Però il sindaco è turbato e non vuole “la gogna”.
Peccato che per gli operai, gli impiegati a reddito fisso, gli insegnanti, non si abbia la stessa delicatezza: i loro redditi descritti minuziosamente nei contratti nazionali sono sbattuti in faccia a tutti senza tanti complimenti. Un po’ come nei militari, in cui ti facevano fare la visita medica in fila tutti nudi, altro che privacy…
Che dire? Siamo fortunati. Pensate che in molti arretrati paesi retti da spietati regimi autoritari, come quelli del nord europa visitati recentemente nel viaggio studio del Sindaco, i dati dei contribuenti non solo sono pubblici, ma te li aggiornano in tempo reale.. Che gente!

Paolo Soglia

p.s. A proposito i miei guadagni 2010 ammontano a circa 18.000 euro, tutti erogati dalla piccola cooperativa editrice di cui sono dipendente.

 

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4 commenti

  1. Considerando il fatto che la parte
    variabile dello stipendio: straordinari,premi produttività,compensi per progetti, sono la fetta
    consistente dei redditi dipendenti,e variano notevolmente da soggetto a soggetto, e che i
    dirigenti ne fanno un uso discrezionale trasformando un diritto collettivo in un privilegio utilizzato per ammansire i dipendenti utilizzandoli a loro piacimento. Sarei curioso di sapere quanto guadagna il mio collega che ha la mia stessa
    qualifica, magari meno anni di servizio e pure vanta una busta paga molto più pesante.Tutto per grazia ricevuta…A questo punto sarebbe un’operazione di trasparenza e giustizia oltre che di utilità, la pubblicazione di tutti i redditi anche dipendenti.I privilegi non sono solo quelli della casta.

    Comment by giorgio on 02/09/2011 at 20:45

  2. come al solito un ottimo intervento. di interessante c’è che finalmente stanno cadendo i tabù e si può finalmente riparlare di tutto.

    Comment by michele on 05/09/2011 at 15:48

  3. Ingrato, fare questi discorsi quando lo Spread è alle stelle……

    A parte gli scherzi l’evasione fiscale è un problema relativo. Ieri a l’Infedele si è evinto che il 10% degli italiani possiede il 48% del patrimonio nazionale e si parla di 50.000 miliardi che fa impallidire qualsiasi manovrina confusa lanciata dei nostri.

    Un prelievo una tantum su questa ricchezza enorme farebbe tirare il fiato per un po’, anche se questa classe politica imbelle ci metterebbe poco a ripiombare nel baratro

    Comment by Mauro Cicchetti on 06/09/2011 at 11:51

  4. Vedo che hai capito il caratterino del nostro Premier.Va bloccato.

    Comment by Anonymous on 21/09/2011 at 22:48

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