Merola caccia Ronchi

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Bologna, 6 ott. – Con una nota ufficiale di poche righe, indicativa del clima in queste ore, l’amministrazione Merola chiude il capitolo Alberto Ronchi. “Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha firmato l’atto di revoca di nomina e di attribuzioni di deleghe ad Alberto Ronchi”, si legge nel comunicato, intitolato “revoca provvedimenti di nomina e di attribuzioni di deleghe assessorili ad Alberto Ronchi”.

Finisce così un sodalizio di quattro anni, stressato da rapporti spesso difficili tra l’assessore e il partito del sindaco, il Pd (che non ha mai amato Ronchi), e definitivamente reciso dal caso Atlantide, dove si è consumato uno strappo anche con la sinistra di Sel e il mondo Lgbt. La rottura con Ronchi era nell’aria da giorni ma a fare precipitare la situazione è stato il botta e risposta di questa mattina tra sindaco e assessore. Merola, che appena qualche ora prima si era ripromesso di non cacciare l’assessore (“non voglio farne un martire”), ha deciso poi di firmare l’atto di revoca.

“Se un assessore, che è nominato dal sindaco, dichiara che il suo sindaco è mal consigliato, che non condivide le sue decisioni e le contrasta pubblicamente, viene meno il rapporto di fiducia indispensabile per continuare la collaborazione”. Lo scrive in una nota il sindaco di Bologna Virginio Merola, che giustifica così l’esclusione di Alberto Ronchi dalla giunta. “Per questo, come sindaco, con vero dispiacere personale, ho firmato la revoca della nomina e delle attribuzioni di deleghe assessorili ad Alberto Ronchi. Tali deleghe rimarranno in capo al sindaco”.

A questo punto Sel frena decisamente sull’alleanza per il 2016 col Pd di Virginio Merola. E’ il caso del consigliere regionale Igor Taruffi, che commentando via Facebook la cacciata di Alberto Ronchi dalla giunta comunale si chiede: “Al di là delle tante belle parole, qualcuno crede seriamente che su queste basi, alle prossime elezioni amministrative, ci siano le condizioni materiali per rinnovare l’alleanza di centrosinistra?”. Ritirando le deleghe ad Alberto Ronchi, secondo Taruffi, “il sindaco Virginio Merola manda un messaggio molto chiaro: chi non si allinea è  fuori. Quindi zitti e mosca”. “Mi pare che il cedimento all’ala più ”renziana” del partito bolognese, quella che non a caso aveva messo più volte in discussione l’operato di Ronchi, ma anche quello degli assessori Malagoli e Frascaroli, sia evidente”, afferma ancora il consigliere regionale di Sel.

“Merola caccia Ronchi, è una nostra vittoria. Con l’ordine del giorno di ieri (firmato da me, Daniele Carella e Lorenzo Tomassini), e votato anche dal Pd, abbiamo dato la spallata definitiva alla permanenza in giunta di un assessore che proteggeva le occupazioni abusive”. Lo rivendica su Facebook il capogruppo di Forza Italia a Palazzo D’Accursio, Michele Facci.

“Sempre più giù. Solidarietà a un assessore coraggioso, appassionato, capace. Chi ci perde oggi è la città. O meglio: si è deciso che a perderci fosse la città”, commenta Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay Il Cassero.

Il comunicato del Pd: “Con le critiche e le modalità  manifestate pubblicamente quest’oggi, è venuta naturalmente meno la fiducia tra il Sindaco e Alberto Ronchi. Pertanto, essendo la fiducia un elemento indispensabile, Il Partito Democratico di Bologna condivide la scelta di Virginio Merola di ritirare le deleghe finora attribuite allo stesso Ronchi”.

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