Merola alla terza inchiesta. Bonaccini: “Fiducia in lui e nei pm”

Bologna 27 nov.- Dopo l’esposto dei residenti che vivono nei pressi dell’occupazione abitativa di Mura di Porta Galliera il sindaco Virginio Merola potrebbe essere nuovamente indagato anche se solo come atto dovuto. L’esposto, presentato dall’avvocato Diana Argenio, individua nell’inerzia del sindaco a sgomberare l’immobile (ma quelle sono azioni disposte dalla forza pubblica), una responsabilità penale. L’esposto è stato presentato per conto di una novantina di residenti. Su Mura di Porta Galliera pende il sequestro disposto dal tribunale del Riesame dopo che il gip aveva detto di no alla richiesta della Procura.

Sarebbe la terza inchiesta che coinvolge il sindaco dopo quella sul riallaccio dell’acqua agli occupanti dell’ex Telecom (ora sgomberata) e a quelli dell’immobile in via Mario de’ Maria, e a quella per omissione d’atti d’ufficio per il mancato sgombero di Atlantide (anche questa ora sgomberata).

Il presidente della regione Stefano Bonaccini ha affrontato il tema con i cronisti spiegando che lui ha fiducia sia in Merola che nei magistrati. L’ha fatto anche alla luce della sua esperienza personale visto che era finito indagato nell’inchiesta spese pazze della Regione Emilia Romagna e poi la sua posizione è stata archiviata.

Sulle voci che invece darebbero Matteo Renzi non convito della ricandidatura di Merola tanto da commissionare un sondaggio del Pd nazionale su di lui è intervenuto anche il segretario provinciale dei democratici di Bologna Francesco Critelli: “Noi ci confrontiamo sempre con la segreteria nazionale del partito e abbiamo condiviso con loro la scelta di ricandidare Merola e in questi mesi non ho mai avuto voci contrarie”. Anzi, sottolinea Critelli riferendo parole di Lorenzo Guarini e Debora Serracchiani,, “anche nei colloqui degli ultimi giorni entrambi i vicesegretari hanno detto: andate avanti, bene così”.

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