Medici Senza Frontiere pronta a partire con le sue navi per salvare i migranti

intervento nel mediterraneo foto moas

Un intervento di salvataggio della ong maltese Moas, con cui collabora Medici senza Frontiere

21 apr. – “Chiediamo subito il ripristino di un adeguato dispositivo di soccorso in mare”, lo dice Gabriele Eminente, direttore generale di Medici Senza Frontiere. I medici e i volontari di Msf nei prossimi giorni usciranno in mare con due imbarcazioni per provare a salvare i migranti che ogni giorno tentano di attraversare il Mediterraneo. “Ci sono migliaia di morti, questa è una guerra e non possiamo più restare con le mani in mano”, dice il direttore di Medici Senza Frontiere che boccia la decisione di non rinnovare Mare Nostrum, grande operazione di soccorso e salvataggio in mare sostituita nell’autunno del 2014 dalla più piccola (e con meno risorse) operazione Frontex. “Era stato detto: ‘Non rinnoviamo Mare Nostrum perché è un’operazione che attira migranti’. Quello che sta succedendo in questi giorni dimostra che le cose non stanno così”.

Medici Senza Frontiere chiede anche l’apertura di un corridoio umanitario per permettere ai richiedenti asilo di esercitare i loro diritti e arrivare in Europa. “Serve un canale regolare e sicuro per permettere a queste persone di chiedere un visto e un permesso umanitario prima che siano costrette a mettersi in viaggio attraverso il Mediterraneo. Per fare questo serve l’impegno dell’Onu e un recupero di dignità dell’Unione Europea”.

Oggi a Bologna è previsto un presidio alle 0re 17 di fronte alla Prefettura di Bologna, in piazza Roosvelt. “Fermare la strage. Subito!”, si legge in un comunicato firmato da Cgil, Cisl, ‪‎Uil‬, ‪Arci Bologna‬, Libera Bologna, Comitato Salviamo la Costituzione, ANPI Provinciale Bologna. “Esprimiamo profondo dolore per l’immane tragedia che anche oggi ha visto la morte di più di 300 persone al largo di Rodi dopo la tragedia di ieri i cui morti potrebbero arrivare a 900. Nel giro di due giorni più di 1000 persone, donne, uomini e bambini, che nella stragrande maggioranza dei casi scappano dai paesi d’origine per ragioni umanitarie, sono morti annegati nel mediterraneo. I governi di tutta l’Europa e la comunità internazionale (ONU) devono sentirsi coinvolti e a loro facciamo richieste precise: -serve una nuova e più efficace operazione di soccorso, che ripristini Mare Nostrum, a livello europeo con mezzi adeguati a garantire viaggi legali e sicuri per strappare i migranti dalle mani dei mercanti di esseri umani;  -occorre un nuovo sistema di accoglienza europeo per i richiedenti protezione internazionale con la modifica del regolamento Dublino III;  -chiediamo che tutta la comunità di Bologna, nel giorno del 70° anniversario della ‪Liberazione‬ dalla tirannia nazi-fascista, rinnovi i sentimenti di solidarietà e di accoglienza che sono alla base del nostro modello di convivenza civile e di stimolo all’integrazione dei popoli oppressi. In occasione del presidio chiederemo un incontro al Prefetto di Bologna”.

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