Matrimonio “in punto di morte”: assolta l’assessore Frascaroli

Bologna 25 mar.- Il gup Letizio Magliaro ha assolto, nel processo con rito abbreviato, l‘assessore Amelia Frascaroli dall’accusa di falso in concorso per le nozze celebrate in ospedale nel luglio 2013 tra un uomo di 72 anni, un ex vigile urbano in pensione, e una donna di 54 anni di origine ucraina. Il pm Simone Purgato aveva chiesto una condanna per Frascaroli ad 11 mesi. Lapidario il commento del difensore dell’assessore al welfare: “L’imputazione non aveva le gambe su cui camminare. Il giudice ha fotografato un quadro probatorio netto”.

Per l’accusa la straniera, come istigatrice, e l’assessore, come pubblico ufficiale, formarono il falso nel momento in cui si sosteneva che lo sposo, che morì poco dopo, era in grado di intendere e di volere e quindi che aveva espresso la volontà di contrarre matrimonio. La straniera, prosciolta per il falso, è stata rinviata a giudizio per circonvenzione di incapace. Assolto in abbreviato anche il terzo imputato, un notaio.

L’avvocato Gamberini ha spiegato che Frascaroli è stata assolta con la formula perché il fatto non sussiste per una parte di accuse e perché il fatto non costituisce reato per un’altra parte.

Interpellato sulla sentenza, il procuratore aggiunto Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa, ha risposto: “Attendiamo di leggere le motivazioni per valutare un eventuale appello”.

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