Marlene Kuntz e Lunga Attesa: “L’ispirazione è solo l’inizio”

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20 apr. – Questa sera tornano al Locomotiv Club i Marlene Kuntz per presentare l’ultimo album Lunga attesa: un album che in molti hanno salutato come un ritorno della band al suono delle origini. “Non è stata un’idea programmatica”, ha detto Cristiano Godano ieri ai microfoni di Maps, “ma volevamo spingere molto: eravamo reduci dal tour di Catartica, avevamo nelle dita quel sound e abbiamo deciso di cercarlo, perché ci siamo divertiti molto”. Una band che unisce l’esperienza alle capacità tecniche può, fondamentalmente, fare ciò che vuole in studio: “Il lavoro di studio ha bisogno di riflessione, c’è di mezzo il cervello: è una falsa idea che sia l’istinto a fare le cose migliori”. Godano non nega che l’ispirazione esista, ma essa regala solo l’inizio di un processo creativo.

Godano nel disco canta, ma talvolta sposta il suo contributo vicino al recitato: “Si tratta di una cosa voluta, che ha a che fare con Nick Cave: sono un suo grande fan e nei suoi dischi spesso c’è una sovrabbondanza di parole, che mi ha sempre affascinato e colpito. Io solitamente cerco di usare le parole giuste, senza debordare mai: questa volta, invece, ho deciso di debordare. E inoltre mi piace molto il rap: ‘Narrazione’, che apre il disco, va nella direzione di una resa ritmica vicino al rap”.

Prima che il disco uscisse, la band ha postato su Facebook le parole della title track invitando chiunque a musicarle: il risultato è stato sorprendente, con 300 versioni giunte all’attenzione del gruppo. “Noi l’abbiamo pensata in due parti e ci ha sorpreso che qualcuno cogliesse questa divisione, ma in genere mi hanno sorpreso le versioni in cui il pezzo è cantabile. Una di queste è diametralmente opposta al nostro stile, ha fatto diventare il brano una canzone pop che, se prodotta opportunamente, potrebbe diventare un singolo radiofonico di successo. Ma almeno una sessantina di canzoni ci sono piaciute.”

Abbiamo chiuso la nostra chiacchierata anticipando il ventennale del secondo disco dei Marlene, Il vile, uscito nell’aprile del 1996: “Il nostro approccio è sempre stato più naif che ragionato: agli inizi eravamo veramente poco programmatici e consapevoli. Il successo di Catartica è lievitato lentamente, siamo andati in sala prove senza quell’eredità. Eravamo in una cascina affittata per l’occasione, immersi in pieno inverno per due settimane, pieno di neve e con intorno le montagne luminescenti e bianche: ricordo quest’atmosfera distaccata dal mondo.”

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