La marcia per la casa. “Caro Babbo Natale, vorremmo un tetto per tutti”

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Bologna, 19 dic. – Si è conclusa con una lettera a Babbo Natale la sesta marcia per il diritto alla casa di Social Log. L’appello, letto dai bambini sotto l’albero illuminato di piazza Nettuno, è quello di un po’ serenità, un tetto sopra la testa per tutti. Ai piedi dell’albero hanno lasciato le case di cartone costruite da loro, insieme agli educatori volontari che li seguivano all’interno dell’ex Telecom, ora sgomberata, e che continuano a tenere laboratori per i bambini nelle altre occupazioni e al Galaxy, il progetto per l’emergenza abitativa del Comune, dove alcune famiglie sono state ospitate.
“In una città che conta 1500 famiglie sotto sfratto, noi ne stiamo difendendo circa un terzo” ricorda Fulvio Massarelli, portavoce del collettivo, ricordando che proprio un presidio antisfratto la settimana scorsa ha portato il proprietario a chiedere il ricorso al protocollo contro gli sfratti per morosità incolpevole di Comune e Prefettura, dopo sette rinvii.
“Dicembre è un mese difficile per gli sfratti. Abbiamo quasi un presidio al giorno” dice Massarelli.

Il corteo, partito da piazza dell’Unità, è arrivato in piazza Nettuno passando di fronte all’ex Telecom sgomberato. Alcune famiglie in corteo hanno conosciuto Social Log solo da alcuni mesi. “Siamo in quattro in famiglia, mi sta ospitando mio fratello ma loro sono già in sei e in dieci con un bagno solo è dura” racconta una donna che sperava di poter entrare nell’occupazione in  via Agucchi, finita con uno sgombero con intervento lampo da parte delle forze dell’ordine e tre giorni di presidio sul tetto.
“Se durante queste feste vedete alcune famiglie occupare vicino a voi non abbiate paura e andate a conoscerle” è l’appello del collettivo. Più che un annuncio di una nuova occupazione la frase suona come un appello alla solidarietà e si richiamano anche le frasi del nuovo arcivescovo Matteo Maria Zuppi: “Tante case vuote e gente senza casa”. “Se ci vuole incontrare noi siamo disponibili” risponde Massarelli che indica quelle dell’arcivescovo come “parole amiche”.

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