“Mangiarne uno per educarne cento”. Arriva l’occupazione di Eat the rich

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Aggiornamento: Sgomberato Eat the rich. “Ci hanno portato via di peso”

Bologna, 7 mag. – Nuova (e temporanea) occupazione a Bologna: questa volta il blitz porta la firma di “Eat the rich – Gastronomia precaria“. Ad essere stato occupato è l’ufficio vendite Unicum di via Fioravanti, proprio di fianco alla sede del Comune di piazza Liber paradisus.

Gli attivisti hanno scelto l’ufficio Unicum per la critica che Eat the rich muove alla riqualificazione del comparto dell’ex mercato ortofrutticolo del Navile, rilanciato proprio ieri dal Comune con l’anticipazione di 3,3 milioni di euro: “Caso esemplare di speculazione e profitto del territorio, sulla pelle dei residenti. Un progetto che avrebbe voluto riqualificare e ridisegnare il quartiere”, si legge nel comunicato. “Con le nostro mense rifiutiamo tutti i giorni il cibo di lusso – spiega un attivista – L’occupazione temporanea di oggi punta il dito contro il simbolo delle case di lusso, accessibili a pochi. Questo ufficio è il simbolo del fallimento di un progetto che punta a vendere appartamenti a 4 mila e 300 euro al metro quadro”.

“L”amministrazione comunale aveva deciso di concedere un’ernorme area residuale a costruttori di residenze di lusso, invece di metterla a disposizione della Bolognina popolare, libera da cemento e accessibile a tutti. I lavori- scrivono gli attivisti- sono fermi da più di un anno, ma ieri il Comune ha deciso di mettere una ‘pezza a colori’ da 3,3 milioni di euro con la speranza che i lavori ripartano. I costruttori intanto tacciono”. Eat the rich intende occupare temporaneamente l’ufficio, cioè solo per oggi. Per le 21 è in programma la presentazione del libro “La danza delle mozzarelle“, con Wolf Bukowski e Wu Ming1. Questo appuntamento sarà preceduto, a partire dalle 18, da una “marcia mangereccia e musicante per le vie del centro”, con partenza dal centro sociale Vag61 di via Paolo Fabbri.

 

“Siamo cucinieri, precari, gruppi di acquisto solidale, piccoli (auto)produttori e trasformatori contro le logiche del mercato e dello sfruttamento”, scrive Eat the rich, presentandosi come una “rete di mense, mercati e laboratori di autoproduzione”. Un progetto in corso da un anno e mezzo all’insegna della “cucina genuina, clandestina e sovversiva”, continua la nota, che mette nel mirino “le principali contraddizioni di quella narrazione del bio e del green accessibile a pochi che ha preso la forma dei padiglioni di Expo a Milano e dello strapotere politico ed economico di Oscar Farinetti, patron di Eataly, prossimo all’apertura di Fico”. Gli occupanti mettono in fila realtà e progetti come “Expo, Fico, Eataly, Alcenero: cosa rappresenta tutto ciò se non il tentativo di aumentare le disuguaglianze sociali- si legge nel comunicato- e massimizzare i profitti peggiorando le condizioni di lavoro, devastando i territori e alimentando quelle filiere produttive attente agli interessi finanziari più che alla genuinità del cibo?”.

 

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