Manconi: “Il procuratore Giovannini è sotto azione disciplinare”

Bologna 6 mag.- Il procuratore generale della Corte di Cassazione avrebbe avviato un’azione disciplinare “a carico del procuratore aggiunto Valter Giovannini” di Bologna. Lo scrive in una nuova interrogazione- depositata ieri e rivolta nuovamente ai ministri dell’Interno e Giustizia, Alfano e Orlando- il senatore del Pd Luigi Manconi.
Il senatore usa il condizionale  perché si dice certo che  “la Procura ha certamente chiesto, e già da qualche tempo, gli atti per valutare l’opportunità dell’esercizio dell’azione disciplinare” nei confronti di Giovannini. E, “secondo altre fonti, avrebbe già deciso di esercitarla”.

Il presidente della commissione bicamerale diritti umani torna dunque sul caso del suicidio di Vera Guidetti, la farmacista di 62 anni che si è tolta la vita (e ha ucciso anche l’anziana madre) l’11 marzo scorso, dopo essere stata sentita da Giovannini come testimone su un presunto caso di ricettazione di opere d’arte. La donna lasciò un biglietto nel quale diceva di stata trattata “come una criminale”. Il pm a sua volta ricevette minacce, sia attraverso scritte sui muri della città, sia con una telefonata al 113.

Manconi reitera la richiesta di invio degli ispettori “presso la Procura e la squadra mobile di Bologna”, richiesta già avanzata il 18 marzo scorso e che aveva scatenato un putiferio nel Pd locale, con attacchi a Manconi dall’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Donini (l’ex segretario del Pd bolognese parlò di iniziativa dal “sapore berlusconiano”) e dal deputato Andrea De Maria, che sottolineò che l’iniziativa parlamentare di Manconi non era stata “concordata”.

“Non ho ricevuto alcun atto di incolpazione. Ovviamente, se e quando accadrà, fornirò tutti i chiarimenti che mi saranno richiesti. Sono assolutamente sereno“, è stato il commento del procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini. Giovannini spiega di non avere per il momento ricevuto nessun atto relativo al procedimento disciplinare, che prevede la possibilità per il magistrato di fornire spiegazioni, e assicura che al momento opportuno fornirà “tutti i chiarimenti che mi saranno richiesti”.

Manconi sollevò due questioni: l’interrogatorio si sarebbe svolto “senza alcuna garanzia difensiva e con discutibili modalità per un tempo assai prolungato”; inoltre “della permanenza della signora Guidetti negli uffici della Questura non sarebbe stato informato il pubblico ministero di turno”. Il ministero della Giustizia promise una risposta “in tempi brevi” a Manconi; il 20 aprile il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri disse invece che il caso era all’attenzione del procuratore generale della Cassazione; oggi Manconi svela il particolare del “procedimento disciplinare” a carico di Giovannini.

Nel nuovo atto ispettivo, Manconi torna a contestare il fatto che Guidetti venne sottoposta a domande per “un tempo estremamente prolungato dallo stesso procuratore aggiunto senza che venisse valutata l’opportunità di farla assistere da un
legale di sua fiducia”. E ribadisce i due aspetti già toccati nella precedente interrogazione, sottolineando che Giovannini l’11 marzo, “il giorno della scoperta del corpo senza vita in casa della signora Guidetti” si recò nell’abitazione “anticipando il pubblico ministero di turno, e continuava a condurre le indagini sul decesso della stessa signora Guidetti nonostante il biglietto rinvenuto nell’abitazione muovesse, giustamente o ingiustamente, accuse sulla sua condotta”.

In assenza finora di una posizione del Guardasigilli Orlando, il sottosegretario Ferri il 20 aprile scorso aveva parlato di “caso molto delicato”, informando che “la Procura generale della Cassazione esercita l’azione disciplinare in modo obbligatorio e, quindi, deve subito verificare anche per tutela” verso i magistrati.  Prima di “sfiduciare o di sentenziare”, aveva concluso il
sottosegretario alla Giustizia, “occorre verificare e fare tutti gli accertamenti del caso”.

(Dire)

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