Maestre bloccate dalla polizia. Comune e Questura “danno la colpa” ai vigili

maestre bloccateBologna, 8 feb. – Volevano entrare in Comune per protestare, ma un centinaio di persone tra insegnanti e collaboratrici scolastiche è stato bloccato dalla polizia fuori dalla aule di Palazzo d’Accursio. Una scelta che ha scatenato più di una polemica. “Amministrazione comunale fuori di testa“, ha scritto su facebook l’indipendente Mirco Pieralisi. “Che fatica devono fare le maestre per entrare in casa loro”, ha detto invece la consigliere Pd Daniela Turci . Mentre i due 5 Stelle Massimo Bugani e Marco Piazza per protesta hanno abbandonato l’aula. Una situazione che ha portato la Questura a diramare un comunicato in cui si dice, nero su bianco, che “il divieto di accedere rivolto alle insegnanti sopraggiunte in corteo” è “stato disposto su espressa indicazione della Polizia Municipale, responsabile della sicurezza interna”. La nota spiega come per “prassi consolidata in occasione di iniziative che si svolgono innanzi a Palazzo D’Accursio” le decisioni vengono prese “in accordo con l’Amministrazione Comunale”. Da parte sua il Comune non ha diramato nessuna nota ufficiale, ma lo staff del sindaco fa sapere che la polizia non è stata chiamata dall’amministrazione e sottolinea come la gestione del palazzo sia in mano alla polizia municipale. Come dire: la decisione è stata presa in autonomia dagli agenti senza nessun intervento politico.

“Era noto che ci sarebbe stata la protesta”, spiega il consigliere indipendente Mirco Pieralisi (gruppo Sinistra Italiana), che parla di imbarazzo da parte delle forze di polizia presenti e chiede un chiarimento, scrivendo su fb: “Quindi ci sarebbe una responsabilità precisa della Giunta (tramite il Comando della Polizia Municipale?”

In seguito le lavoratrici, sotto le insegne di AdiScuola, Sgb e Cub scuola, sono riuscite a entrare in consiglio comunale usando l’ascensore anziché passare per lo scalone. Dopo aver mostrato come prassi i documenti, si sono sedute nei banchi dedicati al pubblico, poi hanno srotolato uno striscione e gridato “Vergogna! Democrazia!”, contestando al Comune la decisione di applicare in maniera più restrittiva le norme sull’indizione delle assemblee sindacali, di fatto restringendo le possibilità di convocazione per le sigle meno rappresentate o non firmatarie dei contratti.

La seduta è stata interrotta e, dopo la mediazione della presidente Simona Lembi, una delegazione è stata ricevuta dall’assessore Matteo Lepore, in un incontro durato pochi minuti in cui ha ribadito la posizione dell’amministrazione ed è stato fischiato dalle insegnanti.

(In homepage, foto DIRE)

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.