La ricetta del M5S sul welfare. Roncuzzi: “Non un sistema assistenziale ma proattivo”

Bologna, 24 gen. – “Smettere di pensare al welfare come un sistema assistenziale, ma proattivo, dove chi si rivolge agli sportelli può portare un aiuto alla città”. E’ questa la ricetta sul welfare di Cristiano Roncuzzi, candidato nella lista del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni comunali, ospite sulle nostre frequenze a Bologna Vota. A fronte ai tagli della spesa pubblica, secondo Roncuzzi, “bisogna pensare agli investimenti sul welfare come investimenti sulla città, per recuperare persone che possono dare molto, e non sviluppare utenti che dipendano dai servizi vita natural durante”.

Cristiano Roncuzzi è un educatore che da tempo fa parte del collettivo degli “educatori contro i tagli”, oltre che attivista da anni del Movimento 5 Stelle. Era tra gli attivisti che hanno chiesto l’espulsione della consigliera comunale Federica Salsi. Vede il M5S in continua evoluzione: “E’ nato relativamente da poco, da un’idea di democrazia diretta, questo implica degli errori di percorso, degli inciampi. Ora si sta trovando la quadra e la lista di Bologna ne è un esempio”. La lista, bloccata, che aveva provocato anche alcune critiche, per Roncuzzi è stata una scelta: “di proporre un’idea di governo, una squadra chiara”.

C’è il candidato sindaco, Massimo Bugani, la lista: di fatto il Movimento 5 stelle è già in campagna elettorale. Tra i nomi che stanno collaborando per la stesura del programma c’è quello di Ivan Cicconi, esperto di appalti pubblici, che mercoledì scorso 20 gennaio ha partecipato ad un incontro su “trasparenza, legalità e appalti pubblici”.

L’emergenza casa, secondo Roncuzzi, non è stata gestita per tempo dall’amministrazione comunale. Il candidato grillino al consiglio comunale però non esclude che in alcuni casi, dove si possa trovare un accordo con le proprietà, si possa regolarizzare le occupazioni esistenti. Secondo Roncuzzi esistono delle forze positive nel  fenomeno dell’autorganizzazione negli spazi occupati che andrebbe a massimizzare l’effetto degli investimenti sul welfare. Un discorso simile, per Roncuzzi, si può fare anche per i centri sociali che hanno “un ruolo importante in città, perché gli adolescenti e i giovani adulti non hanno spazi di aggregazione funzionali, creati dall’amministrazione”. Secondo il grillino questi spazi andrebbero fatti rientrare nella legalità.

Colonna sonora scelta da Cristiano Roncuzzi:

–The Revolution will not televised, Gill Scott-Heron – “Bisogna alzarsi dal proprio divano e interessarsi della cosa pubblica, non si può più delegare e aspettare che le cose vengano fatte da altri” per questo secondo Roncuzzi questo brano rappresentail Movimento 5 Stelle.

– La guerra di Piero, Fabrizio De Andrè – “E’ la prima canzone che ho imparato a memoria” ha detto Roncuzzi, che invita a riascoltarla “in un quadro internazionale che desta molte preoccupazioni”.

–Città Lunga, Gianmaria Testa – “Vivo a Bologna da 25 anni, sono venuto qui per la cultura, città accogliente e l’ho vista cambiare in un modo che non mi piace. Un senso di nostalgia. Città lunga, perché la distanza tra chi vive la città e chi la amministra si è allungato e il rapporto spezzato” ha detto Roncuzzi.

 

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