M5s. Di Maio per il comizio finale di Bugani: “Togliamo il bancomat al Pd”

massimo bugani piazza galvani m5sBologna, 1 giu. – Qualche centinaio di persone per il comizio finale dei 5 Stelle a Bologna. Sul palco tutta la squadra di Massimo Bugani, candidato sindaco dei 5 Stelle che per l’occasione è stato affiancato in Piazza Galvani da tre parlamentari: Paola Taverna, Mattia Fantinati e Luigi Di Maio, numero uno del Movimento dopo Beppe Grillo.

“Se andremo al ballottaggio chiedetelo ai bolognesi – dice Di Maio – spero sarà così e che quindi finalmente a Bologna ci sia un risultato storico che possa riconsegnare ai bolognesi le chiavi delle istituzioni”. Questi Comuni, ha detto il vicepresidente della Camera, “sono stati un bancomat per le carriere politiche dei personaggi che sono nei partiti. Togliamogli il bancomat e ricominciamo daccapo“.

Molti gli applausi a Di Maio che nel suo discorso ha attaccato le politiche economiche del governo Renzi e ha citato il caso di “Mafia Capitale”. Di Maio ha parlato degli “80 euro che Renzi vi sta chiedendo indietro”, del jobs act “che è costato 12 miliardi e in cambio vi ha dato precarietà a viva”, delle “1800 nuove imprese create con gli stipendi dei parlamentari 5 Stelle”.

I temi locali invece sono stati affrontati da Bugani, che ha attaccato a testa bassa sindaco, Pd e il “sistema delle cooperative”. “Il vero sindaco di Bologna è Stefanini di Unipol, Merola non ha mai deciso un cazzo da solo”, ha tuonato Bugani.

Bugani ha anche mandato un messaggio a Guccini: “Facciamogli un applauso, ma speriamo capisca che l’hanno preso per i fondelli per 50 anni”.

Cinque anni fa in Piazza Maggiore ad ascoltare il comizio finale di Beppe Grillo c’erano 10 mila persone. Oggi Grillo non si è visto, ma comunque resta la differenza abissale di pubblico. Sono passati 5 anni, ma politicamente è un’era geologica.

I 5 stelle andranno al ballottaggio? La risposta di Bugani è la stessa di Di Maio: “Chiedetelo ai bolognesi, ma solo noi possiamo strappare Bologna al Pd”. Certezza del secondo turno dunque, ma non di chi ci andrà. Per il candidato sindaco dei grillini bolognesi comunque il Pd non potrà vincere subito, “perché in città non c’è più quel 10% di Sel di 5 anni fa, e manca anche il 7% di Cevenini”.

Se il sindaco Merola dovesse stare sotto la soglia del 50%, il M5s dovrà vedersela, per il secondo posto, con la leghista Lucia Borgonzoni. Per cercare questo risultato domani torna a Bologna Matteo Salvini, che sarebbe voluto andare in piazza Verdi, cuore della zona universitaria, ma la Questura gli ha detto di no per timore di una situazione ingestibile dal punto di vista dell’ordine pubblico. Salvini, per tutta la giornata in Emilia-Romagna dove toccherà molti comuni al voto, non vuole comunque rinunciare a farsi vedere a Bologna. Per il momento bocche cucite sulla piazza che sarà occupata domani dalla Lega. “Dove andremo lo diremo domani, verso l’ora di pranzo”, spiega la candidata sindaco Lucia Borgonzoni.

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