L’Università di Bologna segue il dna per trovare le fiabe

foto flickr Stuart CaieCC BY 2.0

Bologna, 8 ago. – Le fiabe tradizionali di Asia e in Europa, a partire da Pollicino, si sono diffuse grazie alle migrazioni o alla comunicazione e lo scambio di informazioni tra i popoli? Per sciogliere il mistero, un ricercatore dell’Ateneo di Bologna, assieme a colleghi di mezza Europa, ha confrontato il genoma delle popolazioni che hanno in comune le storie tradizionali e ha scoperto che probabilmente, hanno “viaggiato” grazie allo scambio di idee e oggetti avvenuto tra popolazioni diverse, in uno scenario che ricorda un “telefono senza fili continentale“. Con questo lavoro, spiega il primo autore del lavoro, Eugenio Bortolini, “abbiamo capito che, pur essendo trasmesse dai genitori ai figli, è poco probabile che le fiabe tradizionali di Europa e Asia si siano diffuse su lunghe distanze geografiche a seguito delle grandi migrazioni che hanno lasciato una traccia nel nostro genoma”.

Gli autori (che, oltre all’Ateneo bolognese, lavorano al Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica della Spagna, Universita’ di Durham, Estonian Biocentre, Università di Padova, Nuova Università di Lisbona, Max Planck Institute di Jena e Università di Cambridge) hanno confrontato le somiglianze genetiche fra popolazioni e il numero di fiabe condivise e lo studio è stato pubblicato, su “Proceedings of the National Academy of Sciences” (). La ricerca si basa sull’analisi di 596 fiabe tradizionali registrate in Europa e Asia e comprendenti “Fiabe di Animali” e “Fiabe di Magia” secondo la classificazione internazionale Atu (Uther 2004), in parallelo con dati genomici recentemente pubblicati (Pagani et al. 2016).

“Le persone, tuttavia, potrebbero aver portato con sé le proprie storie tradizionali nei loro movimenti su brevi distanze, inferiori a 4000 chilometri”, aggiunge Enrico Crema coautore del lavoro dell’Università di Cambridge. I risultati di questo studio supportano anche l’ipotesi che la comparsa e il rafforzamento delle barriere linguistiche abbia avuto un impatto decisivo sulla diffusione di elementi culturali – tra cui le fiabe – in tutta l’Eurasia, confermando risultati attesi e l’idea che gran parte delle fiabe fossero in origine diffuse soprattutto oralmente. “Parlare idiomi appartenenti a famiglie linguistiche diverse ha un effetto chiaramente misurabile sulla probabilita’ che due gruppi condividano le stesse fiabe”, afferma Jamshid J. Tehrani, autore senior dello studio. Ancora piu’ interessante e’ il fatto che “le barriere linguistiche abbiano un effetto piu’ limitato ma comunque significativo anche sullo scambio di informazione genetica tra popolazioni, sebbene a scala geografica contenuta”, conferma Luca Pagani, co-primo autore insieme ad Eugenio Bortolini. Lo studio ha inoltre identificato le possibili regioni geografiche di origine di alcune tra le fiabe piu’ diffuse, puntando a quattro centri di diffusione principali: Europa orientale, Caucaso, Africa occidentale, Asia settentrionale; quest’ultimo emerso nel caso della nota fiaba “Pollicino”.

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